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martedì 31 luglio 2012

I Brusaz

Giovanna Zangrandi - I Brusaz (1954)

 

Questo primo romanzo di Giovanna Zangrandi - pseudonimo di Alma Bevilacqua - fu pubblicato nel 1954 con discreto successo (vinse anche il premio Deledda); negli anni successivi fu riproposto con delle revisioni; comunque poco conosciuto e ritenuto meritevole di nuova valorizzazione, è stato ripubblicato in versione originale nel 2006. L'intensa storia si colloca nei primi decenni del novecento, in un ambiente povero di montagna, ed ha per protagonista la dolce e forte Sabina che, catapultata giovanissima in casa Brusaz, matura e vive indomita dentro le molte, pesanti avversità che si succedono: è stata proprio questa grande figura femminile, prioritariamente, a suggerire la riproposizione dell'opera - a cura di Antonia Arslan e con il contributo della Regione Veneto e dell'Università di Padova, "nell'ambito del Forum di Ateneo per le problematiche di genere e le pari opportunità". Eccellente per gran parte, fin dove conserva unitarietà, il romanzo appare un po' meno convincente nel finale, laddove c'è una dispersione temporale degli eventi narrati, con relativo calo di tensione. In ogni caso, la Zangrandi meritava senz'altro questa "riscoperta", che ha poi favorito, nel 2010, la pubblicazione postuma dell'ottimo "Silenzio sotto l'erba".

(Agli amici... lo consiglio.)

martedì 19 giugno 2012

Silenzio sotto l'erba

Giovanna Zangrandi - Silenzio sotto l'erba (1960, pubbl. 2010)



Finito nel 1960, il romanzo è stato pubblicato postumo cinquant’anni dopo, nel 2010: a suo tempo, era stata l’autrice a ritirare il manoscritto nell’imminenza della sua uscita presso la Casa editrice Mondadori, che già aveva dato alle stampe i suoi primi romanzi. Leggo nella prefazione che Alma Bevilacqua - che firmava con lo pseudonimo Giovanna Zangrandi - era a una svolta con quest’opera; aveva lavorato di immaginazione in precedenza, mentre qui poggiava la narrazione sulle esperienze personali, molto forti, vissute durante la resistenza partigiana: una scelta nel percorso di scrittrice della quale non era forse convinta... Sta di fatto che così, per una decisione oggettivamente incomprensibile, è venuto a mancare per tanto tempo nel panorama letterario italiano un libro veramente molto bello, intenso e importante, un tassello prezioso nella narrativa sulla resistenza, in primis, ma anche un grande romanzo di formazione, poiché esso segue passo passo il protagonista Guido Brusaz - detto poi Caino da partigiano - nel suo articolato processo di crescita e maturazione, fino alla fase dell’impegno civile. Il titolo “Silenzio sotto l’erba” (in origine “Bunker sotto l’erba”) viene dal nascondiglio nel quale Guido si rifugia e dove trascorre il tempo rievocando il passato e sognando un futuro migliore; tra i suoi pensieri più toccanti, quelli per le donne della sua giovane vita: la madre e la donna straniera con cui ebbe un amore fugace, scomparse da tempo ma comunque presenti, e le donne che vivono lì fuori dal bunker, compagne impegnate a lottare con grande coraggio per la libertà e per la pace: tra loro, forse, dopo il silenzio e la pena, anche una da amare.

(Agli amici... lo consiglio.)