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giovedì 12 aprile 2018

Sangue giusto


Francesca Melandri - Sangue giusto (2017)


Dopo l'ottimo esordio con “Eva dorme” (2010), la prova successiva di Francesca Melandri, “Più alto del mare” (2012), mi era parsa piuttosto incolore. Qui la scrittrice si ripropone alla grande: “Sangue giusto” (2017) è un romanzo bellissimo, con una trama avvincente e due temi forti, approfonditi a dovere, quello della recente migrazione dal continente africano verso il nostro paese e quello, datato e quasi dimenticato, del colonialismo italiano in Eritrea-Etiopia-Somalia nel quinquennio 1936-1941. Il risultato è la storia coinvolgente di personaggi che entrano nel cuore del lettore, dove resteranno, e la rivisitazione di un pezzo di Storia d'Italia - e del corno d'Africa - poco conosciuto, anche perché rimosso alla svelta, per vergogna. Un romanzo molto denso, chiaramente frutto di un lavoro preparatorio lungo e appassionato: davvero brava, Francesca!

martedì 13 agosto 2013

Più alto del mare


Francesca Melandri - Più alto del mare (2012)



Nel carcere di massima sicurezza, sull'Isola, Paolo ha un figlio, assassino per violenza "politica" negli anni '70, e Luisa il marito, assassino per violenza "comune" nello stesso periodo. In occasione di una visita, prolungata a causa d'un imprevisto, i due s'incontrano, incrociando le loro storie cariche di dolore, e... si tengono per mano. Quando lasciano l'Isola, più forti, tornano alle loro case, alle loro vite: che hanno un senso, ancora, e un futuro.
I temi ci sono, l'intreccio pure: ma le amarezze dei ricordi, le bellezze dei luoghi, le dolcezze dei sentimenti sono tutte emozioni sempre fugaci, sicché il romanzo scivola via veloce e leggero, senza lasciare un segno evidente.
Dopo l'ottima prova di "Eva dorme", per Francesca Melandri ripetersi non era facile: ma qui il suo riproporsi sembra frettoloso, con un risultato chiaramente inferiore all'attesa.

giovedì 14 marzo 2013

La forma della vita

C'è il tempo che ci scorre intorno, incontro e attraverso, il tempo che ci condiziona e ci plasma, la memoria che coltiviamo o di cui ci disfiamo - la nostra Storia. Poi c'è la sequenza dei luoghi nei quali viviamo, tra cui viaggiamo, quelli in cui siamo fisicamente, luoghi fatti di strade e di edifici ma anche di alberi, orizzonti, temperature, livelli di pressione atmosferica, della maggiore o minore velocità con cui scorre l'acqua di un fiume, di curve di livello - la nostra Geografia.
Queste due traiettorie, legate un po' al destino e un po' alla libera scelta, in ogni istante e in ogni luogo s'incontrano in un punto, come un cosmico grafico cartesiano, e la sequenza di questi punti forma una linea, una curva, a volte, se siamo fortunati, perfino un disegno, se non armonioso, almeno che si riesce a intravedere.
Questa è la forma della nostra vita.

Francesca Melandri

(Da: Eva dorme - 2010)

martedì 26 febbraio 2013

Eva dorme

Francesca Melandri - Eva dorme (2010)



 In “Eva dorme”, suo primo romanzo, Francesca Melandri mette insieme la storia toccante, tra sofferenze e amore, di due donne, madre e figlia, e la Storia della loro terra, l’Alto Adige/Südtirol, nella fase assai critica degli anni ’50-’60. In particolare, quelli tra il 1957 e il 1969 furono là chiamati anni di fuoco, per via di una sequela di atti violenti di matrice sudtirolese e di risposte forti degli apparati dello stato: e fu allora la diplomazia di persone sagge e lungimiranti, come Silvius Magnago e Aldo Moro, a gettare le basi per la risoluzione delle tensioni più aspre e per la successiva convivenza pacifica delle diverse etnie.
Ecco, la Melandri racconta bene le due storie, con cura e delicatezza, e il risultato è un gran bel romanzo popolare: ché qui non si parla di vette letterarie, ma di un’opera la cui lettura, pure se “facile”, è al contempo utile per meglio comprendere, coinvolgente, piacevole... e dunque appagante.

(Agli amici... lo consiglio.)