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martedì 19 novembre 2013

Il testamento francese


Andreï Makine - Il testamento francese / Le testament français (1995)



Nonna Charlotte vive in un’isba isolata nella steppa siberiana e offre al nipote, che ospita durante le vacanze estive, i ricordi della sua Francia d’origine. Ammaliato, il ragazzo accresce sui libri l’interesse e l’amore per quel lontano paese, tanto che in lui si delinea un tratto d’identità francese, aperta e sognatrice, accanto a quella russa, chiusa e concreta, trasmessa da genitori e ambiente. Da adulto - destino ineluttabile - si trasferirà Francia e diventerà uno scrittore affermato: il narratore di questo grande romanzo, lento e profondo, il cui nome, sottaciuto tra le righe, è... Andreï Makine, chiaramente.
La lettura, gradita, spesso affascinata, ha fatto i conti con un piccolo tarlo, fastidioso: nel 1995, anno di pubblicazione del romanzo, lo scrittore russo esalta il paese che lo ospita ormai stabilmente, e ne riceve applausi e premi... Il tarlo stava lì, e ricordava quella che i latini chiamavano “captatio benevolentiae”: esagerato, una vera malalingua.

giovedì 2 maggio 2013

Errore fatale

Il nostro errore fatale è di cercare dei paradisi senza fine. Piaceri che non si consumino, attaccamenti tenaci, carezze vitali come liane: la pianta muore ma i suoi intrecci si mantengono sempre verdi. Questa ossessione della durata ci fa perdere una quantità di paradisi fugaci, i soli a cui possiamo avvicinarci durante il nostro fulmineo tragitto di mortali. La loro presenza abbagliante si manifesta in luoghi spesso così modesti ed effimeri da indurci a passare oltre. Preferiamo costruire i nostri sogni con i blocchi granitici dei decenni. Ci crediamo destinati a una longevità di statue.

 Andreï Makine

Da: Il libro dei brevi amori eterni (2011), trad. Camilla Testi.

martedì 5 febbraio 2013

Il libro dei brevi amori eterni


Andreï Makine - Il libro dei brevi amori eterni /
Le livre des brèves amours éternelles (2011)


In un mosaico di otto tessere, Makine racconta altrettanti attimi d’amore che hanno segnato la sua vita: istanti di luce privatissimi, fugaci e duraturi al contempo, nel pubblico grigiore dominante della Russia comunista (dottrina imposta*, grandezza ostentata, repressione dura di ogni dissenso). La narrazione di Makine è leggera nella forma e profonda nella sostanza: invita ad apprezzare il fiore nella polverosa landa, a serbarlo dentro, a goderlo nel tempo lungo... Davvero una bella lettura, appagante.

(* “L’unica vera dottrina - dice Makine - è semplicissima. Consiste nel... fatto di amarsi.”)

(Agli amici... lo consiglio.)