giovedì 24 novembre 2011

Freddie c'è

Giusto un attimo di sosta, vent'anni fa:
quel "Don't stop me now" era stato ascoltato.
Buon compagno di viaggio, ora come allora, Freddie c'è.



Queen - "Don't Stop Me Now" (1978)

mercoledì 23 novembre 2011

Incubus bis

Dall'ultimo album degli Incubus, "If Not Now, When?", avevo proposto qualche mese fa l'orecchiabile "Promises, Promises", con relativo video ufficiale. Ma c'è pure questa
"Adolescents", più elaborata, che reclama attenzione: e allora bis, in bella esibizione live.



Incubus - "Adolescents" (live, 2011)

martedì 22 novembre 2011

Coppie

John Updike - Couples (1968) / Coppie


Il romanzo è ambientato a Tarbax, cittadina della provincia americana, negli anni appena precedenti la pubblicazione (1968): una serie di giovani coppie sposate, frivole e annoiate, si frequentano per… passatempo, dedicandosi a chiacchiere, giochi di società e partitelle sportive. A movimentare l’atmosfera è però soprattutto il sesso extraconiugale: per farne solo qualche cenno, c’è un tal Piet Hanema che colpisce nel segno ripetutamente (gravide comprese), mentre due coppie danno luogo ad uno scambio incrociato, prima nascosto e poi palese... Il tutto lascia perplessi: al di là di ogni considerazione morale, disturba la superficialità generale, di pensieri e comportamenti. Updike, che tiene avvinto il lettore con notevoli capacità stilistiche, forse si augura la sua reazione, ma certamente si espone ben poco: “l’incisiva critica nei confronti di una società eternamente insoddisfatta e alla ricerca impossibile dell’assoluto” di cui parla il commento in quarta di copertina risulta perlomeno… molto indiretta. Quella che si coglie più chiaramente è, al contrario, l’eccessiva condiscendenza dell'autore verso i suoi personaggi immaturi, atteggiamento che finisce per ingenerare, nella sequela delle scene rappresentate, leggere o piccanti, un clima ben affermatosi in tempi successivi: quello della telenovela.

(Agli amici... lo sconsiglio.)

lunedì 21 novembre 2011

Tre volte angelica

Giorno importante, oggi, per Charlene Soraia, 23 anni, londinese: perché esce il suo primo, atteso album, "Moonchild".
Nella biografia si legge che ha iniziato a suonare la chitarra a 5 anni, che ha avviato poco più tardi lo studio del pianoforte, che ha cominciato a esibirsi come cantante e musicista a 16 anni, che poi ha fatto parte di alcuni gruppi musicali.
Tra le sue prime esecuzioni registrate c'è questa "Bike", canzone ora inserita nell'album: qui live - nel 2008 -, voce... angelica e chitarra.


Charlene Soraia - "Bike" (live, 2008)


Quest'anno la notorietà, per Charlene, in gran parte legata alla sua versione soft di "Wherever You Will Go" dei Calling (2001), sfruttata nella pubblicità di un tè: eccola, voce - sempre angelica - e pianoforte.


Charlene Soraia - "Whenever You Will Go", da "Moonchild" (2011)


Date le premesse, vale la pena di approfondire. Questa "When We Were Five", prima traccia dell'album, è un pezzo più alternativo, molto raffinato, dall'atmosfera rarefatta e sospesa, costruita da sonorità avvincenti e dalla voce di Charlene, strumento aggiunto, qui... più angelica che mai. 
Concludendo, oggi debutta un'artista interessante: sarà da seguire.


Charlene Soraia - "When We Were Five", da "Moonchild" (2011)

venerdì 18 novembre 2011

Il 'cantattore' è soddisfatto

Come annunciato in precedente post, è dunque uscito da poco l'ultimo album di Tom Waits, "Bad As Me". Contiene tra l'altro questa "Satisfied", un pezzo che fa esplicito riferimento alla "Satisfaction" dei Rolling Stones, con tanto di citazione nel testo di "Mr. Jagger e Mr. Richards".
- Dopo che me ne sarò andato sarò soddisfatto, per quel che è stato e che sarà, - dice Tom, in buona sostanza - ma lo sarò pure prima di andarmene, quando vivrò pienamente e le cose gireranno per il verso giusto...
L'evocato Keith Richards è qui ben presente, con chitarra e relativo sound. Il video, interpretato in senso totale del 'cantattore' Tom, porta una firma che va pure segnalata: quella di Jesse Dylan, figlio di Bob. 



Tom Waits - "Satisfied", da "Bad As Me" (2011)

giovedì 17 novembre 2011

Ah, capirsi!

Lotti contro la superficialità, la tua faciloneria, per cercare di accostarti alla gente senza aspettative illusorie, senza un carico eccessivo di pregiudizi, di speranze o di arroganza, nel modo meno simile a quello di un carro armato, senza cannoni, mitragliatrici e corazze d’acciaio spesse quindici centimetri; offri alla gente il tuo volto più bonario, camminando in punta di piedi invece di sconvolgere il terreno con i cingoli, e l’affronti con larghezza di vedute, da pari a pari, da uomo a uomo, come si diceva una volta, e tuttavia non manchi di capirla male. Tanto varrebbe avere il cervello di un carro armato. La capisci male prima d’incontrarla, mentre pregusti il momento in cui l’incontrerai; la capisci male mentre sei con lei; e poi vai a casa, parli con qualcun altro dell’incontro, e scopri ancora una volta di aver travisato. Poiché la stessa cosa capita, in genere, anche ai tuoi interlocutori, tutta la faccenda è, veramente, una colossale illusione priva di fondamento, una sbalorditiva commedia di equivoci. Eppure, come dobbiamo regolarci con questa storia, questa storia così importante, la storia degli altri, che si rivela priva del significato che secondo noi dovrebbe avere e che assume invece un significato grottesco, tanto siamo male attrezzati per discernere l’intimo lavorio e gli scopi invisibili degli altri? Devono, tutti, andarsene e chiudere la porta e vivere isolati come fanno gli scrittori solitari, in una cella insonorizzata, creando i loro personaggi con le parole e poi suggerendo che questi personaggi di parole siano più vicini alla realtà delle persone vere che ogni giorno noi mutiliamo con la nostra ignoranza? Rimane il fatto che, in ogni modo, capire bene la gente non è vivere. Vivere è capirla male, capirla male e male e poi male e, dopo un attento riesame, ancora male. Ecco come sappiamo di essere vivi: sbagliando. Forse la cosa migliore sarebbe dimenticare di aver ragione o torto sulla gente e godersi semplicemente la gita. Ma se ci riuscite… Beh, siete fortunati.

Da: Philip Roth - Pastorale americana (1997)
(Trad. Vincenzo Montanari)

mercoledì 16 novembre 2011

Ancora Anouk

Dopo qualche mese,
ancora Anouk, perché... merita,
nell'esecuzione 'live' di "Been Here Before",  
un pezzo contenuto nel suo album 2011 "To Get Her Together":
musica trascinante, lei in forma smagliante.



Anouk - "Been Here Before" (live, 2011)

martedì 15 novembre 2011

Se consideri le colpe



Andrea Bajani - Se consideri le colpe (2007)


Un figlio adulto va, in terre lontane, al funerale della madre che l’aveva abbandonato da piccolo. Ci sono ricordi perduti che riaffiorano, allora, e tasselli mancanti da ricostruire, con lo sguardo intorno, sui luoghi e sulle persone, sul teatro squallido delle ultime scene di lei. Questo “Se consideri le colpe” è un romanzo intenso, permeato di sofferenza e tristezza, rese digeribili da una scrittura sobria e leggera. Andrea Bajani (classe 1975) è da seguire.

(Agli amici... lo consiglio.)

lunedì 14 novembre 2011

Assaggio di Nickelback

Album in uscita (21 novembre) per Nickelback.
Titolo: "Here and Now".
Un assaggio è questa "When We Stand Together":
dice (ribadisce) che "dobbiamo stare insieme", perché "è così che vinceremo".
OK?  


Nickelback - "When We Stand Together", da "Here and Now" (2011)