lunedì 12 settembre 2011

Rock Band al top

Formidabile performance della Rock Band, ieri, al "Paradise". I ragazzi hanno deliziato a lungo il folto pubblico (non pagante, ma appagato) con un splendida serie di esecuzioni trascinanti del miglior repertorio rock-blues. Particolare commozione (anche perché ieri... era ieri) sull'accostamento "New York, New York" di Ryan Adams (vedi eventualmente post del 7 settembre) e "The Sky Is Crying", il pezzaccio di Elmore James, interpretato poi da Eric Clapton, Albert King, Stevie Ray Vaughan, Gary Moore...


Be', insomma, come tutti i presenti... stavo proprio bene ieri, lì al "Paradise", con la Rock Band al top: grazie, ragazzi. Quando l'ho detto forte - "Sto bene!" -, hanno colto al volo e sono partiti con "I Feel Alright", in una versione che - se posso azzardare - ha migliorato quella originale. Non me voglia il buon Steve Earle: anche la sua, in fondo, non era male...


Steve Earle - I Feel Alright (live, 1996)

domenica 11 settembre 2011

11/9

Non era più una strada ma un mondo, un tempo e uno spazio di cenere in caduta e semioscurità. Camminava verso nord tra calcinacci e fango e c'erano persone che gli correvano accanto tenendosi asciugamani sul viso o giacche sulla testa. Avevano fazzoletti premuti sulle bocche. Avevano scarpe in mano, una donna gli corse accanto, una scarpa in mano. Correvano e cadevano, alcuni, confusi e sgraziati, fra i detriti che scendevano tutt'intorno, e qualcuno cercava rifugio sotto le automobili.
Nell'aria c'era ancora il boato, il tuono ritorto del crollo. Il mondo era questo, adesso. Fumo e cenere rotolavano per le strade e svoltavano angoli, esplodevano dagli angoli, sismiche ondate di fumo cariche di fogli di carta per ufficio in formati standard dai bordi taglienti, che planavano, guizzavano in avanti, oggetti soprannaturali nel sudario del mattino.

Da: Don DeLillo - L'uomo che cade (2007)
(Trad. Matteo Colombo)

venerdì 9 settembre 2011

Senti come le fa Bettye


Questa, di Elton John (e Bernie Taupin)...


Bettye LaVette - "Talking Old Soldiers", da "The Scene Of The Crime" (2007)


e questa, dei Rolling Stones...


Bettye LaVette - "Salt Of The Earth" (live, 2010)

giovedì 8 settembre 2011

Perle in... "La vita davanti a sé"

Cerco perle: nei libri. Da serbare, e farne tesoro.
In "La vita davanti a sé", di Romain Gary, ho trovato queste:

  • Ho notato spesso che la gente riesce a credere a quello che dice, le serve per vivere.
  • La gente tiene alla vita più che a tutto il resto, è anche buffo se si pensa a tutte le belle cose che ci sono al mondo.
  • Le cose più difficili da guarire non sono le malattie.
  • Non è necessario avere delle ragioni per avere paura.
  • Io credo che siano gli ingiusti quelli che dormono meglio, perché se ne fregano, mentre i giusti non possono chiudere occhio e si fanno il sangue marcio per tutto. Se no non sarebbero giusti.
  • Gli incubi sono i sogni di quando uno invecchia.
  • Nei vecchi la cosa che resiste di più è la loro giovinezza.


"La vita davanti a sé" (1975), di Romain Gary (1914-1980), trad. Giovanni Bogliolo

    mercoledì 7 settembre 2011

    Quattro giorni prima


     Video registrato dieci anni fa,
    il 7 settembre 2001


    Ryan Adams - "New York, New York" (2001)


    "Dedicated to those who lost their lives
    September 11, 2001"

    martedì 6 settembre 2011

    Meccanica celeste



    Maurizio Maggiani - Meccanica celeste (2010)



    È un romanzo bellissimo, questo di Maggiani, profondo, commovente, denso di vita vera: che pulsa nel "distretto", un aleph in terra toscana, un concentrato e un centro del vasto mondo, un cuore indipendente eppure connesso.
    Nel tempo di una gravidanza, il narratore parla di sé, della sua donna, della vita nuova che da lei verrà, della sua terra e di chi l’abita, delle loro storie e della Storia, con sentimento e saggezza: c’è sempre "una buona ragione pratica" per vivere, nel distretto e nel mondo – dice Maggiani –; a volte c’è "da tirare avanti, e ricominciare, come niente fosse"; c’è, comunque, motivo di perpetuarsi, di generare altra vita, di aggiungere "un piccolissimo ingranaggio in più" nella meccanica celeste: confidando, ogni volta come fosse la prima volta, nell'"innocenza dei figli".
    Romanzo colto e popolare, insomma, molto godibile per le parole, belle, calde, forti, e per i pensieri sottesi: il romanzo di un grande scrittore.

    (Agli amici... lo consiglio.)

    lunedì 5 settembre 2011

    L'uomo di Nicole

    Bello, bravo e...
    fortunato: è l'uomo di Nicole (Kidman).


    Keith Urban - "Without You", da "Get Closer" (2010)

    venerdì 2 settembre 2011

    Passi e passaggi

               Passi
               sulla strada,
               ininterrotti.
               
               Passaggi
               occasionali,
               rigeneranti. 

               Cammina,
               sweet Alanis,
               cogliendo attimi.

               E cambia,
               passando oltre,
               si rinnova.
                                                       Alanis Morissette - "Everything" (2004)

    giovedì 1 settembre 2011

    Il dottor Glas


    Hjalmar Söderberg - Doktor Glas (1905) / Il dottor Glas


    Uomo e medico alquanto originale, il dottor Glas interpreta e concretizza a suo modo il dovere professionale di “aiutare chi può e deve essere aiutato” e di “asportare la carne putrida che guasta quella sana”. Così, in ossequio alla sua morale - ma anche alla spinta d'una voglia di “azione” in una vita altrimenti noiosa -, Glas aiuta una certa donna in difficoltà… “asportando” in toto il suo “putrido” marito. La morale comune non sarebbe affatto d’accordo: ma quella non interessa a Glas, è solo “una giostra che gira”. Qualcuno magari potrebbe obiettare che la vita è… preziosa? sacra? A Glas non importa: la vita, per lui, è solo… incomprensibile, e questo probabilmente è pure un bene. Pensa: “Tutta questa smania di spiegare e di capire, tutta questa caccia alla verità è forse una strada sbagliata. Noi benediciamo il sole, perché viviamo proprio alla distanza da esso che ci è vantaggiosa. Qualche milione di miglia più vicino o più lontano, e bruceremmo o geleremmo. E se per la verità fosse come per il sole?” Be', senz'altro c'è molto da ridire, su Glas: ma questo suo pensiero, almeno, può essere condivisibile.

    NB: Hjalmar Söderberg (1869-1941), svedese, scrisse "Il dottor Glas" nel 1905: un buon romanzo, anche più di cent'anni dopo. 

    (Agli amici... lo consiglio.)