giovedì 8 dicembre 2011

Storia della mia gente



Nesi Edoardo - Storia della mia gente (2010)



Forte di esperienza specifica, personale e famigliare, Nesi racconta il grave declino dell’industria tessile di Prato - e di molti altri settori dell’industria italiana -, conseguente soprattutto alla mancanza di regole e di governo del nuovo mercato globale. Lo fa, Nesi, con una narrazione stilisticamente spigliata, carica di passione e di rabbia, in qualche passaggio forse appena un po’ saccente… La rabbia, in ogni caso, è ben motivata: per la piega drammatica e irreversibile degli eventi, per le carenze e gli errori della gestione politica della crisi, per la posizione assunta pervicacemente da economisti dal grande pensiero teorico ma poco attenti agli esiti pratici delle dinamiche in corso; una rabbia dall'insorgenza improvvisa, per esempio, alla lettura, in un editoriale del Corriere della Sera, delle parole di un importante esperto di economia, scritte mentre le fabbriche pratesi chiudevano una dopo l’altra o passavano in mano ai cinesi: “Il coordinamento delle politiche pubbliche, divenute vere politiche comunitarie in certe materie, ha permesso di governare l’apertura dei mercati nazionali senza determinare sconvolgimenti e promuovendo la crescita”. Erano parole di Mario Monti, il nuovo condottiero italico: che ora è alla prova dei fatti.

(Agli amici... lo consiglio.)

mercoledì 7 dicembre 2011

Con il Boss c'era Clarence

Un anno fa - 7 dicembre 2010 -, in concerto con la sua E Street Band, il Boss eseguì alcuni dei pezzi di "The Promise", il doppio album che era stato rilasciato da poco. Questa bella "Gotta Get That Feeling" permette di rivedere all'opera e ricordare Clarence Clemons, il sassofonista e percussionista improvvisamente scomparso nel giugno scorso.



Bruce Springsteen - "Gotta Get That Feeling" (live, 2010)

martedì 6 dicembre 2011

Ogni promessa


Andrea Bajani - Ogni promessa (2010)


Di Bajani avevo apprezzato (vedi post del 15 novembre scorso) “Se consideri le colpe” (2007): “Romanzo intenso, permeato di sofferenza e tristezza, rese digeribili da una scrittura sobria e leggera”, scrivevo a commento.
Ma qui, in "Ogni promessa", sofferenza e tristezza sono decisamente esorbitanti: eventi penosi e ineluttabili si susseguono, raccontati al passato - e dunque finiti, senza più speranza alcuna - in un lungo monologo che si abbatte sul lettore soffocandolo pagina dopo pagina. Una sensazione spiacevole che peraltro, chiuso il libro, passa in fretta: resta la delusione, per uno scrittore giovane che, a proposito di 'promessa', non mantiene la sua.

(Agli amici... lo sconsiglio.)

lunedì 5 dicembre 2011

Una bella gioia condivisa

Dave Matthews Band al Gorge Music Festival (George, Washington), settembre 2011.
Questa "Granny" è tutta verve, partecipazione corale e... gioia: una bella gioia condivisa.



Dave Matthews Band - "Granny" (live, 2011)

venerdì 2 dicembre 2011

I 'veri' Yes

Gruppo nato nel 1968, gli Yes sono attualmente... in tour (con recente passaggio anche in Italia). Ma - attenzione! - da qualche anno la loro voce non è più quella di Jon Anderson (che pure è attivo, per conto suo): e allora non vale, questi sono... altro. Gli ultimi 'veri' Yes  risalgono al 2004: qui eseguono - in versione acustica, rielaborata... alla grande - la splendida "Roundabout" (che stava nel fantastico LP "Fragile", del 1972).



Yes - "Roundabout" (live, 2004)

giovedì 1 dicembre 2011

Perle in... "Tropico del Capricorno"

Cerco perle: nei libri. Da serbare, e farne tesoro.
In "Tropico del Capricorno", di Henry Miller, ho trovato queste:

  • C’è solo una grande avventura, ed è al di dentro, verso l’io.
  • La più meravigliosa occasione che la vita offre è d’essere umano. Comprende tutto l’universo. Comprende la conoscenza della morte, che non tocca nemmeno a Dio. 
  • Tutto sta in un certo modo in un certo posto, come la nostra mente sta in rapporto con Dio. Il mondo, nella sua sostanza visibile, tangibile, è una carta del nostro amore. Non Dio, ma la vita è amore. Amore, amore, amore.
  • Quando ridi fino a che ti vengono le lacrime e la pancia ti fa male, allora veramente apri il lucernario e dai vento al cervello. Nessuno può convincerti in quel momento a prendere il fucile e uccidere il tuo nemico; né alcuno può convincerti ad aprire un grosso tomo che contiene le verità metafisiche del mondo e a leggerlo. Se sai cosa significa libertà, libertà assoluta e non relativa, allora devi riconoscere che questo è il massimo a cui tu possa giungere. Se sono contro la condizione del mondo non è perché io sia un moralista, è perché voglio ridere di più. Non dico che Dio sia una grande risata: dico che bisogna ridere forte per avvicinarsi a Dio. Lo scopo grande della mia vita è avvicinarmi a Dio, cioè avvicinarmi a me medesimo.
  • La musica è l’apriscatole dell’anima. Ti dà una tremenda tranquillità interiore, ti dà la consapevolezza che c’è un tetto sul tuo essere.
  • Irradiare bontà è meraviglioso, perché è tonico, perché dà vigore e vita. Ma ancor più meraviglioso è semplicemente essere, perché è interminabile e non richiede dimostrazioni. Essere è musica, cioè profanazione del silenzio nell'interesse del silenzio, e perciò al di là del bene e del male. La musica è manifestazione dell'azione senza attività. È il puro atto creativo che nuota sul suo stesso seno. La musica né stimola né difende, né cerca né spiega. La musica è suono senza rumore fatto dal nuotare dell’oceano della coscienza. È un compenso che possiamo darci solo da noi. È il dono del dio che ciascuno è perché ha cessato di pensare a Dio. È prefigurazione del dio che ciascuno diventerà a suo tempo quando tutto ciò che è sarà oltre la fantasia.


"Tropico del Capricorno" (1939), di Henry Miller (1891-1980), trad. Luciano Bianciardi

mercoledì 30 novembre 2011

Little Bob (e i vecchi rockers)

Nel settore 'vecchi rockers', in Italia abbiamo Little Tony, in Francia hanno... Little Bob. Che poi è italiano pure lui, emigrato giovanissimo: Roberto Piazza, il suo vero nome. Rocker da una vita, ora Little Bob - accompagnato dall'omonimo gruppo - interpreta se stesso - in un cameo significativo - nel film "Le Havre", del regista finlandese Aki Kaurismäki, appena uscito nelle nostre sale con il titolo modificato in "Miracolo a Le Havre". Il padre di Roberto Piazza si chiamava Libero: nomen omen, era un anarchico antifascista. Lo stesso Little - very little - Bob  si fa chiamare anche Libero. E, ancora, nel film in questione pure il titolo del brano - suo, del 2002 -  è "Libero" - così, in italiano. C'è poesia in tutto ciò, e allora...
Vecchi rockers, 
un po' patetici, 
calcano indomiti
i palcoscenici:
un tempo amati,
restano amabili.


Little Bob - "Libero" (live 2011, video da film)

martedì 29 novembre 2011

La commedia umana

William Saroyan - The Human Comedy (1943) / La commedia umana

 
Andando all'essenza, la vita di alcuni - Homer e Hulysses, i fratelli Macauley, ad esempio - in un piccolo luogo - Ithaca, in California, ad esempio - è la vita di tutti: prima innocenza e poi disincanto, gioia e dolore, amore e non amore; e poi morte. Ognuno è attore della stessa commedia di sempre: ma con un'unica, irripetibile parte; ciascuno protagonista della propria vita: da vivere accanto - intrecciata - alle vite degli altri.
"La commedia umana" è un romanzo fatto di parole - leggere nella forma e forti nella sostanza - che toccano, entrano e vanno profonde.

(Agli amici... lo consiglio.)

lunedì 28 novembre 2011

La sirena canta e incanta

La rock band inglese The Union ha realizzato il suo secondo album, "Siren's Song",
preceduto di poco dal singolo omonimo. È un pezzo che merita:
ora suadente, ora potente, la sirena canta e incanta. 

 

The Union - "Siren's Song" (2011) 

venerdì 25 novembre 2011

Mega-intro al Bullfrog Blues

Del "Bullfrog Blues" si potrebbe dire che fu composto nel 1928 dal leggendario William Harris e che fu poi ripreso nel 1967 dai Canned Heat, nel 1972 da Rory Gallagher e poi da molti altri; ma il fatto è che il pezzo in questione... neanche lo sentiremo: il chitarrista australiano - inglese solo di nascita - Dave Hole riesce a stupire abbondantemente ancor prima di iniziarlo, con la sua personalissima, virtuosistica, ironica mega-intro.



Dave Hole - Intro al "Bullfrog Blues" (live, 2005)