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giovedì 22 giugno 2017

Blues siberiano


Valentino Corona - Blues siberiano (2017)



Un viaggio a due in treno, dalla Slovacchia a Mosca e poi lungo la mitica Transiberiana fino al capolinea Vladivostok: a conti fatti, andata e ritorno, oltre ventimila chilometri. Il narratore e il compagno Michal procedono veloci, limitando le soste, ma tale percorso una ventina di giorni almeno li richiede: dei due, il primo è più attento ai luoghi e alla storia, il secondo agli incontri occasionali e alla quotidianità; convivere a stretto contatto non è semplice: i due si conoscono poco, hanno età e personalità diverse, l'uno sa di essere “lunatico e irascibile”, l'altro è turbato da una sofferenza a lungo nascosta e ammessa solo tardivamente. Lo scenario principale, il fondale imponente, è la Siberia, con la sua storia segnata spesso da atrocità e le sue lande sconfinate da attraversare: un mondo, specie agli occhi occidentali, per gran parte “inafferrabile, incomprensibile”. Al di là del diario di viaggio, puntuale e peraltro privo di fatti eclatanti, Valentino Corona arricchisce la narrazione con riferimenti storici e letterari, accurati, ed evidenzia particolarmente il lato umano dei personaggi, protagonisti e non, allargando il suo sguardo filosofico da questi all'umanità intera.

sabato 20 giugno 2015

Meglio non chiedere


Valentino Corona - Meglio non chiedere - Volevo andare da solo a Santiago (2014)


Per farsi a piedi 800 chilometri, una trentina al giorno per quattro settimane, al di là del piacere intrinseco del camminare occorrono forti motivazioni: per il Cammino di Santiago (in spagnolo 'camino', una emme sola), dai Pirenei francesi a Santiago de Compostela dove sta la tomba di San Giacomo, si dovrebbe magari essere pellegrini convinti, mossi dalla volontà di espiare e acquisire meriti...
In questo caso no, la spinta prevalente - tra altre più o meno esplicite - era data dalla grande disponibilità di tempo che un così lungo percorso concede ai ricordi e alla meditazione. In effetti, Valentino Corona (mio conterraneo) passo dopo passo rievoca momenti del suo vissuto e tratti della storia italica segnati da importanti vicende politiche e sociali, ovvero si intrattiene su diverse questioni filosofiche, spesso arrovellandosi parecchio sulle labilissime e sfuggenti connessioni tra ragione e fede: le domande vengono, ma - si sa - le risposte a volte mancano e su certi temi troppo grandi, anziché incaponirsi vanamente, sarebbe senz'altro meglio non chiedere...
Restando più terra terra - con la testa oltre che con i piedi in marcia -, Corona racconta poi le persone, le situazioni, i luoghi: eccedendo forse nel dettaglio - sicché il libro, stampato a pagine dense e caratteri piccoli, risulta alla fine decisamente corposo -, ma legando sempre il tutto con la freschezza delle descrizioni e una bella vena d'ironia.
Nel complesso, dunque, una lettura interessante e piacevole.