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martedì 18 febbraio 2014

La lenta nevicata dei giorni


Elena Loewenthal - La lenta nevicata dei giorni (2013)



Di Elena Loewenthal - nota forse soprattutto come ottima traduttrice dall’ebraico - avevo letto “La vita è una prova d’orchestra” (2011), un romanzo sulla malattia frutto di esperienze reali alle quali l’autrice si era personalmente accostata: una verità che si coglieva, leggendo.
In questo “La lenta nevicata dei giorni” Elena Loewenthal dedica al tema principale, la Shoah, alcune pagine intense, chiaramente molto sentite: a giustificarle c’è però un’ampia storia di fantasia che appare invece molto debole, nella costruzione e più ancora nella qualità della narrazione. Poche pagine vibranti, dunque, si perdono tra molte pagine noiose: l’insieme è un romanzo di buone intenzioni non adeguatamente realizzate.

lunedì 27 gennaio 2014

Non passa (non deve passare)

Il fumo sale fin dove non si vede più, si perde nella volta del cielo azzurro e lo tinge di grigio ma non è più fumo, è diventato il colore del cielo.
E poi?
E poi comincia a scendere una neve grigia come quel fumo. Una neve grigia e lenta e pesante che neve non è ma è come carta bruciata, erosa dal fuoco, impalpabile perché quando la sfiori o ti sfiora s'annienta nell'aria, muore dispersa dal niente, eppure se non la sfiori o non ti sfiora prima o poi cade per terra e lascia una specie di cenere che cenere non è ma è neve di ciminiera, neve di forno crematorio, neve di camera a gas, neve di corpi spogliati nudi, neve di rampa di Auschwitz, neve di vagoni piombati che partivano pieni e tornavano vuoti, neve di appelli per nome e per numero, neve di rastrellamenti casa per casa, neve di bambini in braccio alle madri, di neonati attaccati al seno, di vecchi morenti, neve di disperazione e paura, neve di tutto quel che è stato ed è ancora e non passa, non passa, non passa per nessuno di noi.

Elena Loewenthal

Da: La lenta nevicata dei giorni (2013)

domenica 10 luglio 2011

La vita è una prova d'orchestra


Elena Loewenthal - La vita è una prova d'orchestra (2011)


La Loewenthal (lei, la traduttrice di Oz e Grossman) propone, in forma di miniracconti, un viaggio nel mondo della malattia, quella dura: un mondo parallelo che i sani di solito scotomizzano fin quando possono, per paura, per non esserne sconvolti.
E dunque - è  un’avvertenza - ci vuole una motivazione particolare per questa lettura: occorre proprio volerlo fare questo viaggio, per conoscerla, per esplorarla quella “dark side of the earth”, disposti a soffrire - a casa propria, con un libro in mano - insieme ai malati, alle loro storie, a quelle dei loro famigliari e amici, che pure soffrono; in cambio si può averne qualche utile lezioncina.
Certo, il viaggio è doloroso e non dà tregua, perché la Loewenthal gira ovunque, nelle case e nell'ospedale, e disvela senza risparmiare nulla. Qui l’unico appunto: il carico di pena poteva essere un poco attenuato, non certo tacendo, ma sapendo cogliere meglio e valorizzare con maggior decisione le positività, che ci sono, pure dentro le situazioni difficili: i malati soffrono, ma anche lottano, se appena possono, e, più spesso di quanto si creda, addirittura sorridono; a muoverli è la speranza, o anche meno: anche solo la forza della vita.

(Agli amici... lo consiglio.)