venerdì 11 novembre 2011

Poetica e sognante

"Old Pine" è una canzone poetica e sognante del giovane cantautore inglese Ben Howard, tratta dal suo album di debutto "Every Kingdom", fresco di incisione e lancio. 



Ben Howard - "Old Pine", da "Every Kingdom" (2011)

giovedì 10 novembre 2011

Il bipede ingrato

L’uomo è un essere bipede e ingrato. (…) Cospargetelo di tutti i beni del mondo, sprofondatelo nella felicità finché non gli arrivi sopra la testa, così che non se ne veda più se non qualche bollicina sulla superficie della felicità, come fosse la superficie dell’acqua; dategli una tale tranquillità economica che non gli rimanga proprio nient’altro da fare se non dormire, mangiare pasticcini e adoperarsi perché la storia universale non finisca: bene, anche così l’uomo, da quel bel tipo che è, e unicamente per ingratitudine, unicamente per farvi una pasquinata, vi combinerà una qualche porcheria. Metterà a repentaglio persino i suoi pasticcini, e a bella posta desidererà le più rovinose sciocchezze, la più antieconomica delle assurdità, all’unico scopo di poter mescolare a tutta questa positiva ragionevolezza il proprio rovinoso elemento fantastico. (…) Gli uomini sono pur sempre uomini e non tasti di pianoforte sui quali stian suonando le leggi della natura…

Da: Fedor M. Dostoevskij - Memorie dal sottosuolo (1864)
(Trad. Igor Sibaldi)

mercoledì 9 novembre 2011

Andamento fluttuante

Snow Patrol, la band scozzese-irlandese sulla scena dal 1997, torna con l'album "Fallen Empires". Interessante questa "This isn't everything you are" - qui 'live' - dall'andamento fluttuante... all'incirca così:
minimale all'avvio,
cresce piano, rinforza, si riempie di suoni e di cori;
si smorza;
  riprende, si arricchisce di nuovo, s'impone;
rallenta, si spegne: silenzio.



Snow Patrol - "This isn't everything you are" (live, 2011)

martedì 8 novembre 2011

Il gioco del rovescio

Antonio Tabucchi - Il gioco del rovescio (prima ed. 1981; nuova ed. 1988)


I racconti originari de "Il gioco del rovescio" (1981), costruiti su situazioni a doppia faccia - l'una più palese, l'altra più nascosta - erano otto; la raccolta più recente ne incorpora altri tre, successivi, l'ultimo dei quali - ambientato nell'antica Grecia - è alquanto diverso dagli altri, dissonante, e anche meno convincente: ma è un dettaglio marginale. A parte questo, sintetizzando molto, si può fare senz'altro un'affermazione perentoria: sono racconti bellissimi.

(Agli amici... lo consiglio.)

lunedì 7 novembre 2011

Bonamassa non s'annoia

Joe Bonamassa è un cantante-chitarrista-compositore statunitense, trentaquattrenne. Per anni si è espresso prevalentemente da solista e nel territorio del blues: ne è testimonianza la grande esibizione del 2009 alla Royal Albert Hall di Londra, da cui è tratta questa "Stop!", dall'andamento classico, molto godibile.



Joe Bonamassa - "Stop!" (live, 2009)


Poi la sterzata, nel 2010: Joe entra in un 'supergruppo', "Black Country Communion", insieme a Glenn Hughes, voce solista e basso (classe 1952, molte esperienze alle spalle, tra le quali un periodo con i Deep Purple negli anni '70), Derek Sherinian, tastiere (ex Dream Theater) e Jason Bonham, batterista come il compianto padre John (dei Led Zeppelin). I quattro sono già al secondo album, denominato... "2": questa "Man In The Middle" si colloca nell'alveo dell'hard rock più tradizionale.



Black Country Communion - "Man In The Middle", da "2" (2011)


Ma attenzione, Joe ha fatto una sterzata... controllata: in realtà, oggi continua ad alternare la strada vecchia - blues da solo - e quella nuova - hard rock in compagnia. Così sdoppiato, Bonamassa non s'annnoia.

sabato 5 novembre 2011

Quiz del rivoluzionario

 Al telefono con un faccendiere, un rivoluzionario dice:


Il faccendiere è Valter Lavitola (latitante, per ora).

Quiz: chi è il rivoluzionario (a piede libero, per ora)?

**********

(?)

(No, non è difficile...)

(Va be', semmai... sotto, tra le etichette...)

venerdì 4 novembre 2011

Grinta e tatuaggi

"What Ya Gonna Do" è uno dei loro pezzi più moderati: solitamente fanno del rock molto più duro. Eh sì, gli Hinder abbondano senz'altro in grinta. E... in tatuaggi, chiaramente.



Hinder - "What Ya Gonna Do", da "All American Nightmare" (2010, video 2011)

giovedì 3 novembre 2011

La città e i cani


Mario Vargas Llosa - La ciudad y los perros (1962-'63*) / La città e i cani

(*L'editore stampò le prime copie per un concorso, vinto, nel 1962; la pubblicazione ufficiale fu poi del 1963.)


La città è Lima, Perù, ma quella che domina la scena, al suo margine, è la cittadella militare costituita dal Collegio Leoncio Prado: un posto dove si insegna a “diventare uomini”, teoricamente attraverso “l’obbiedienza, il lavoro, il coraggio”, ma praticamente attraverso i soprusi, le punizioni, l’insabbiamento delle verità scomode.
Poi ci sono i cani: quelli veri, “fedeli più dei parenti” - come la cagna Malficata, ospite fissa del collegio -, e quelli “chiamati cani”, che sono le matricole, i deboli novizi sui quali viene scaricata ogni frustrazione.
Mario Vargas Llosa lo frequentò davvero, il Collegio Militare Leoncio Prado: “Fu come scoprire l’inferno”, disse. A 26 anni, in questa sua seconda prova letteraria, raccontò tutto in maniera impersonale, ma forte: quando uscì, il libro fu accusato di vilipendio delle istituzioni e bruciato in piazza dai militari peruviani. La critica lo esaltò, invece, come “prima opera universale della letteratura sudamericana”.
La costruzione del romanzo è complessa, con alternanza della narrazione in prima e terza persona e con bruschi salti temporali; la lettura è dunque faticosa, anche per via della prosa piuttosto antiquata (la traduzione è del 1967). Ma il romanzo, necessariamente contestualizzato, mantiene anche oggi una sua notevole rilevanza. 

(Agli amici... lo consiglio.) 

mercoledì 2 novembre 2011

Vai col blues!

Tab ci mette voce (notevole), chitarra (senti che assoli...) e creatività (il pezzo è suo),
gli altri due danno una mano (da buoni amici) e...
vai col blues!



Tab Benoit - "Shelter me" (live, 2010)

martedì 1 novembre 2011

Io ballo da solo

Teo Teocoli - Io ballo da solo (2010)


È un gran simpatico, Teo. E poi ha avuto delle frequentazioni incredibili, alla Forrest Gump, soprattutto negli anni '60/'70. E dunque è davvero piacevole sentirlo raccontare la sua vita, a episodi, dagli schermi televisivi: ma se togli il suo volto espressivo e la sua voce - quella naturale, o quella che fa la parodia di altre - la resa cala parecchio. Insomma, detta in altri termini, più chiari: il livello letterario - suo e dell'editor - qui è proprio bassino.

(Agli amici... lo sconsiglio.)