mercoledì 27 marzo 2013

Voce e chitarra


Max Gomez, venticinquenne del New Mexico (USA), compositore-cantante-chitarrista,
debutta con l'album "Rule The World": qui propone uno dei brani, pulito e intenso, 
live, voce e chitarra.



Max Gomez - "What It Means" (live, 2013)


Ancora, qui Max esegue il bel brano, dal ritmo battente, che da il titolo all'album:
sempre live, voce e chitarra.
   


Max Gomez - "Rule The World" (live, 2013)

martedì 26 marzo 2013

I beati anni del castigo


Fleur Yaeggy - I beati anni del castigo (1989)


Fleur Jaeggy rievoca intensamente gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza trascorsi in rinomati collegi svizzeri, tra atmosfere cupe, persone fredde, ritualità stanche e pensieri foschi: con la distorsione aggiuntiva - confessa la Jaeggy - del sottile “piacere dell’andare in fondo alla tristezza”, perché - precisa - “vi è come un’esaltazione, leggera ma costante, negli anni del castigo, nei beati anni del castigo”. Una strana esaltazione, insinuata subdolamente tra la tristezza e l’attesa dell’avverarsi di un sogno fatto troppe volte, ad occhi chiusi e aperti: un sogno - ricorda - nel quale “il futuro erano i cancelli che si aprivano e i muri che diventavano tappeti”.

(Agli amici... lo consiglio.)

lunedì 25 marzo 2013

Un Franceschi a Wembley


Gruppo inglese You Me At Six: il frontman si chiama Josh... Franceschi.
Origini italiane, presumo. Dal mio Trentino, magari: qui i Franceschi sono molti...
In attesa di approfondimenti, ecco la potente esibizione del dicembre u.s. a Wembley.
 


You Me At Six - "The Swarm" (live, 2012)

venerdì 22 marzo 2013

Noemi e "Santana"


La brava Noemi ha dei bravi musicisti: uno è "Santana", e qui entra in scena a 1:18...



Noemi - "In un giorno qualunque" (da "RossoNoemi 2012 Edition", 2012)

giovedì 21 marzo 2013

Effetti primaverili

Primavera, primavera! Come un folle mago che si estrae dal petto sete e cenci colorati la terra produceva il croco bianco e giallo, la lambrusca, la forsizia, le lame dell'iris, i fiori di melo rosa e bianchi e verdi, i narcisi, e i pesnti grappoli di lillà. Il nonno se ne stava in giardino esprimendo una sorta di eretta esultanza. Spirò un venticello che spazzò dagli aceri una cascata di morbide e spermatozoiche gemme. S'impigliarono nei suoi radi capelli grigi. Egli scosse la testa deliziato, sentendosi come gli fosse stato imposto un serto. Una specie di spasmo gioioso lo percorse, gettò in fuori una gamba accennando un passo di danza, perse l'equilibrio, e scivolò sul tallone in posizione seduta. A questo modo s'incrinò il bacino, e da quel momento s'iniziò in lui un declino fisico dal quale non si sarebbe più riavuto. Ma la primavera era gioiosa e, pur sofferente, sul suo volto aleggiava un sorriso.

E. L. Doctorow - Da: Ragtime, 1975; trad. Bruno Fonzi.

mercoledì 20 marzo 2013

L'invisibile accanto

Il 16 aprile prossimo uscirà "The Low Highway", il nuovo, atteso album di Steve Earle: lo precede questo singolo, dedicato a... chi c'è  - sta lì, gli passi accanto - ma non si vede...
 
 

Steve Earle - "Invisible" (sarà in "The Low Highway", 2013)

martedì 19 marzo 2013

Goodbye, Columbus


Philip Roth - Goodbye, Columbus
(Goodbye, Columbus and Five Short Stories, 1959)



“La prima volta che la vidi, Brenda mi chiese di tenerle gli occhiali. Poi avanzò fino all’orlo del trampolino e guardò confusamente nella piscina; fosse stata asciutta, miope com'era, non se ne sarebbe accorta. Si tuffò mirabilmente, e dopo un attimo stava già tornando indietro a nuoto verso il bordo della piscina, con la testa dai capelli corti biondo rame alta sull’acqua e tesa davanti a lei come una rosa dal lungo stelo. Scivolò fino al bordo e poi fu accanto a me. – Grazie, – disse, con gli occhi umidi, ma non per l'acqua. Allungò una mano per prendere gli occhiali, ma non li inforcò finché non mi ebbe voltato le spalle per andarsene. La guardai mentre si allontanava. A un tratto si portò le mani dietro la schiena. Prese il fondo del costume tra il pollice e l’indice e rimise a posto quel po' di carne che si era scoperta. Mi si rimescolò il sangue.”

Questo è l’incipit del primo romanzo di Philip Roth.
Neil Klugman amerà Brenda per una breve estate, un tempo sufficiente per capire che il mondo al quale si è accostato - ove domina la famiglia benestante di lei, materialista, superficiale ed ottusa - non gli è proprio confacente. Così come gli studenti se ne vanno da Columbus, Ohio, dopo l’esperienza universitaria, Neil chiude la parentesi e riprende a vivere la sua vita, nel suo mondo.
Al romanzo sono annessi cinque racconti (La conversione degli ebrei - Il difensore della fede - Epstein - Non si può giudicare un uomo dalle canzoni che canta - Eli, il fanatico), tutti pregevoli. 

(Agli amici... lo consiglio.)

NB
Philip Roth compie oggi ottant'anni: auguri, di cuore.

lunedì 18 marzo 2013

Stagionati sempre buoni

Sammy Hagar, Joe Satriani, Michael Anthony e Chad Smith, i quattro del "supergruppo" Chickenfoot formatosi nel 2008, hanno mille esperienze alle spalle (e Chad, il meno attempato e più dotato di energie, naturalmente continua quella con i Red Hot Chili Peppers). Insomma sono un po'... stagionati ma - vedi questo live recente - sempre buoni.

 

 Chickenfoot - "Something Going Wrong" (da "LV", live, 2012)

venerdì 15 marzo 2013

Tra una chitarra e un'Olivia


Io lavoro e penso a te... - cantava Lucio.  
Ecco qui John, molto preso: tra una chitarra e un'Olivia.
 
  

John Mayer - "Something Like Olivia" (da "Born and Raised", 2012 - video 2013)

giovedì 14 marzo 2013

La forma della vita

C'è il tempo che ci scorre intorno, incontro e attraverso, il tempo che ci condiziona e ci plasma, la memoria che coltiviamo o di cui ci disfiamo - la nostra Storia. Poi c'è la sequenza dei luoghi nei quali viviamo, tra cui viaggiamo, quelli in cui siamo fisicamente, luoghi fatti di strade e di edifici ma anche di alberi, orizzonti, temperature, livelli di pressione atmosferica, della maggiore o minore velocità con cui scorre l'acqua di un fiume, di curve di livello - la nostra Geografia.
Queste due traiettorie, legate un po' al destino e un po' alla libera scelta, in ogni istante e in ogni luogo s'incontrano in un punto, come un cosmico grafico cartesiano, e la sequenza di questi punti forma una linea, una curva, a volte, se siamo fortunati, perfino un disegno, se non armonioso, almeno che si riesce a intravedere.
Questa è la forma della nostra vita.

Francesca Melandri

(Da: Eva dorme - 2010)