lunedì 19 febbraio 2018

Uno da seguire


Billy Raffoul, 22 anni, statunitense, è senz'altro uno da seguire.
(Aveva cantato questa "You Be Love" come ospite di Avicii,
ma la versione solo-acustica è molto più suggestiva.)



Billy Raffoul - "You Be Love" (versione acustica, 2018)

giovedì 15 febbraio 2018

Grande Sertão


João Guimarães Rosa - Grande Sertão / Grande Sertão: Veredas (1956)



All'interno del Brasile – e in ogni altrove metaforico – c'è il “grande sertão”, un luogo “dove i pascoli mancano di steccati, dove uno può andare dieci, quindici leghe, senza trovare una casa abitata, e dove il criminale vive a suo piacere, lontano dalle strette delle autorità”. Riobaldo, fuorilegge con cuore e cervello, c'è stato per anni e ha molto da raccontare, a un “vossignoria” non meglio identificato nonché al lettore: pensieri, avventure, battaglie, amori. La sua narrazione, lunga e molto particolareggiata, ha tratti francamente noiosi e bagliori che ravvivano: per quanto mi riguarda, purtroppo hanno prevalso i primi.

lunedì 12 febbraio 2018

Si suona, si canta e si balla

La band dei fratelli Wood, Oliver e Chris, e di Jano Rix si ripropone con l'album "One Drop of Truth", uscito il 2 febbraio u.s.: in "Happiness Jones" si suona, si canta e si balla.



The Wood Brothers - "Happiness Jones" (da "One Drop of Truth", 2018)

venerdì 9 febbraio 2018

Biotestamento, finalmente

Il 31 gennaio 2018 in Italia è entrata in vigore la legge sul biotestamento, varata con merito dal parlamento, e Patrizia Cocco, malata di SLA da cinque anni, sabato 3 febbraio è stata la prima persona nel nostro paese - non in Svizzera, pagando - ad essere accontentata nella sua libera scelta di smettere di soffrire. Un pensiero a lei, e un plauso a chi - meglio tardi che mai - ha dato a noi italiani, finalmente, questa legge sacrosanta.


lunedì 5 febbraio 2018

Due voci delicate


Un bel brano dolce
interpretato da due voci delicate
(una è di Jason, l'altra... sarà di 400 Unit...)



Jason Isbell and the 400 Unit - "If We Were Vampires" (da "The Nashville Sound", 2017)

giovedì 1 febbraio 2018

Ebano


Ryszard Kapuściński - Ebano / Heban (1998)




“Questo non è un libro sull'Africa, ma su alcune persone che vi abitano, sui miei incontri con loro, sul tempo trascorso insieme. È un continente troppo grande per poterlo descrivere. È un vero e proprio oceano, un pianeta a parte, un cosmo eterogeneo e ricchissimo. In realtà, a parte la sua denominazione geografica, l'Africa non esiste.” 

“L'Africa è tutta in movimento, in cammino, dispersa: gli uni scappano dalla guerra, altri dalla siccità, altri ancora dalla carestia. Scappano, vagano, si perdono.” 

“Dalla nascita fino alla morte l'africano è sempre al fronte, sempre in lotta contro la natura ostile del suo continente; e il fatto stesso di esistere, di sopravvivere, è già di per sé la sua vittoria più grande.” 

N.B.: Questo grande libro-reportage di Ryszard Kapuściński (1932-2007) riporta la sua esperienza africana dal 1957 al 1998, anno della pubblicazione. Per elementi di conoscenza più recenti, ammesso e non concesso che qualcosa laggiù sia cambiato, occorrono altre letture.

lunedì 29 gennaio 2018

Quasi uno zoo


James Maddock
è un cantautore inglese
emigrato anni fa a New York:
ecco "What The Elephants Know"
un brano il cui video è... quasi uno zoo



James Maddock - "What The Elephants Know" (da "Insanity vs. Humanity", 2017)

giovedì 25 gennaio 2018

L'inventore di se stesso



Enrico Palandri - L'inventore di se stesso (2017)



Romanzo con trama scarna e molto frammentata da annotazioni storiche e dissertazioni filosofico-psicologiche, talora interessanti ma più spesso dominate da soverchia aleatorietà, con apice nella frase: “tutto è vero, e anche il contrario è vero”. Così leggiamo - ad esempio - che il narratore ha un antenato illustre, la cui eco ritorna a ogni pie' sospinto fino a diventare decisamente fastidiosa... ma poi forse no, l'antenato non c'è mai stato e “l'inventore di se stesso” - quello del titolo - un giorno l'ha inventato dentro la sua storia... Dopo tanta aleatorietà, a fine lettura una sola certezza: questo romanzo di Enrico Palandri, scrittore che più volte ho apprezzato, non mi è piaciuto.

lunedì 22 gennaio 2018

giovedì 18 gennaio 2018

La famiglia Winshaw


Jonathan Coe - La famiglia Winshaw / What a Carve Up! (1994)



Nella famiglia Winshaw c'è “un branco di bugiardi, imbroglioni, truffatori, ipocriti” e Tabitha, la matta del gruppo che però mostra di conoscerli bene, intende smascherarli commissionando allo scrittore Michael Owen un libro verità, “tremendo, senza precedenti, fatto in parte di memorie private, in parte di cronaca sociale, tutto mescolato insieme in una miscela letale e devastante”. Al procedere del lavoro di Owen, in effetti, la storia della famiglia Winshaw, legata a quella del narratore stesso e con il mutevole scenario socio-politico inglese e mondiale sullo sfondo, si dipana via via, con i pezzi sparsi che uno dopo l'altro diventano incastri perfetti, fino alla conclusione pirotecnica. Scrittura pregevole, intreccio formidabile, romanzo bellissimo.