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lunedì 20 dicembre 2021

L'eterna gioventù

 


Maurizio Maggiani - L'eterna gioventù (2021)


Saga famigliare con undici personaggi appartenenti a sei generazioni: Maggiani, autore di singole pagine bellissime, saltella disinvoltamente avanti e indietro, avanti e indietro... ed io, che pure lo stimo, spesso perdo il filo, e talora anche la pazienza. (Dal 2010 rimpiango il Maggiani di "Meccanica celeste".)

giovedì 15 novembre 2018

L'amore


Maurizio Maggiani - L'amore (2018)



Due sposi, maturi, come tanti. Lui considera l'amore: quello passato, che ora è memoria e tracce residue, e quello presente, che è tenerezza, e conforto. L'amore segna, fortemente, sempre.
Al Maggiani de “Il Romanzo della Nazione”, pretenzioso fin dal titolo, preferisco questo, privato, intimo. Più su, al top, resta per me quello di “Meccanica celeste”.

mercoledì 13 gennaio 2016

È stata una vertigine


Maurizio Maggiani - È stata una vertigine (2002)



L'amore, che ha le sue gradazioni, in questi tredici racconti è tanto forte - per Maggiani - da produrre vertigine: una vibrazione interiore che ho percepito chiaramente solo in alcune delle storie - con citazione speciale per “La buriana”, il racconto più lungo; in altre, come quelle che l'autore incentra sulla sua gatta, la vibrazione è stata modesta, per me, ovvero assente.

lunedì 5 ottobre 2015

Il Romanzo della Nazione


Maurizio Maggiani - Il Romanzo della Nazione (2015)



Quelle due parolone nel titolo, con le maiuscole, Romanzo e Nazione, di primo acchito hanno un che d'esagerato. Poi, in corso di lettura, si conviene che Maggiani affronta questa volta un tema effettivamente grande: intanto premette che le Nazioni le costruiscono i popoli, che sono fatti di persone perlopiù comuni ma impegnate, persone le cui storie contribuiscono decisamente a fare la Storia, sicché le narrazioni delle stesse, spesso minori e dimenticate, ricostruite mettendo insieme pezzi di verità e magari un po' d'immaginazione, compongono - per l'appunto - il Romanzo della Nazione; e quindi Maggiani parla di gente che ha conosciuto personalmente, famigliari e compaesani, e poi di persone comuni delle quali ha sentito o letto, risalendo indietro di alcune generazioni fino al tempo del Risorgimento, e dà a loro il merito per ciò che hanno fatto, costruito: molto, sicuramente, però - sostiene - non abbastanza: la Nazione è certo progredita, ma l'opera è chiaramente incompiuta e “non si possono lasciare le cose a metà, non funziona”, per cui ora starebbe a noi...
Il libro è complessivamente buono, e meritorio, ma anche disomogeneo tra la parte autobiografica, fresca e scorrevole, e quella più decisamente storica, interessante ma piuttosto pesante. (Poi, un'annotazione di dettaglio: va bene il dialetto inserito qua e là perché ha un suo senso, ma nell'italiano di Maggiani, generalmente di alto livello, risulta fastidioso lo sdoganamento di certi “a me mi”, “a gratis”, o dell'espressione “era dietro a fare questo o quest'altro”... L'italiano, qui come ovunque, dovrebbe essere corretto.)

martedì 6 settembre 2011

Meccanica celeste



Maurizio Maggiani - Meccanica celeste (2010)



È un romanzo bellissimo, questo di Maggiani, profondo, commovente, denso di vita vera: che pulsa nel "distretto", un aleph in terra toscana, un concentrato e un centro del vasto mondo, un cuore indipendente eppure connesso.
Nel tempo di una gravidanza, il narratore parla di sé, della sua donna, della vita nuova che da lei verrà, della sua terra e di chi l’abita, delle loro storie e della Storia, con sentimento e saggezza: c’è sempre "una buona ragione pratica" per vivere, nel distretto e nel mondo – dice Maggiani –; a volte c’è "da tirare avanti, e ricominciare, come niente fosse"; c’è, comunque, motivo di perpetuarsi, di generare altra vita, di aggiungere "un piccolissimo ingranaggio in più" nella meccanica celeste: confidando, ogni volta come fosse la prima volta, nell'"innocenza dei figli".
Romanzo colto e popolare, insomma, molto godibile per le parole, belle, calde, forti, e per i pensieri sottesi: il romanzo di un grande scrittore.

(Agli amici... lo consiglio.)