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lunedì 28 giugno 2021

La strada del mare




Antonio Pennacchi - La strada del mare (2020)


Questa terza puntata della "Saga dei Peruzzi" dopo "Canale Mussolini - ottimo - e "Canale Mussolini. Parte seconda" - buono - risulta pesante, soprattutto per i continui salti temporali e le brusche variazioni di scenario; Pennacchi questa volta è eccessivo quanto a libertà espressive, invenzioni - a tratti davvero iperboliche - e lungaggine - quasi 500 pagine, fitte... troppe.

mercoledì 1 giugno 2016

Canale Mussolini parte seconda


Antonio Pennacchi - Canale Mussolini parte seconda (2015)



“Canale Mussolini” mi era piaciuto molto, questa “parte seconda” senz'altro meno. La saga dei Peruzzi, colonizzatori veneto-romagnoli dell'Agro Pontino dal 1932, riprende a partire dalla Liberazione di Littoria-Latina, 25 maggio 1944, e prosegue per i primi decenni del dopoguerra. Il racconto, pur generalmente piacevole quando attiene alle vicende private e importante quando evoca momenti cruciali della Storia d'Italia, questa volta divaga parecchio, comprendendo anche invenzioni molto discutibili - come una Claretta Petacci che ricompare dopo la sua fine, a mo' di fantasma - e aspetti fin troppo macchiettistici di alcuni personaggi. Fatte queste osservazioni, il giudizio complessivo rimane comunque positivo.

martedì 23 settembre 2014

Canale Mussolini


Antonio Pennacchi - Canale Mussolini (2010)



Un discendente diretto racconta oggi le travagliate vicende, nella prima metà del ‘900, della famiglia contadina Peruzzi, vicende che si incrociano con quelle della Storia d’Italia - guerre, ventennio fascista e tutto il resto. Racconta, il narratore, dei Peruzzi rossi socialisti che, legati al rosso socialista Mussolini e a certi suoi fedelissimi anche da conoscenza personale, diventarono neri agli albori del fascismo, un po’ per credenza e un po’ per convenienza, come tanti; e dei Peruzzi che nel 1932 migrarono “per fame” - una di tremila famiglie - dalla pianura veneto-romagnola all’Agro Pontino, territorio laziale già paludoso in corso di imponente bonifica; e dei Peruzzi che rimasero riconoscenti per quella Terra Promessa da coltivare per vivere; e di quelli tra loro che diedero in cambio la vita, e degli altri che in qualche modo sopravvissero… Racconta, il narratore, “la verità dei Peruzzi”: la loro visione dei fatti, ovviamente di parte.
Quello che si legge è un romanzo ottimamente scritto, molto coinvolgente - cioè capace di indurre reazioni forti, di segno vario - e storicamente ben documentato: un romanzo (non un libro di storia!) nel quale io non ho trovato quella “esaltazione del fascismo” di cui ha parlato qualcuno - magari ricordando anche il Pennacchi di destra, prima che di sinistra e infine forse di centro… No, il senso critico storico non difetta, nel fondo di queste pagine. Ma forse occorre ripetere: “Canale Mussolini” (titolo che fa riferimento all’opera chiave per la bonifica dell’Agro Pontino, un canale che nel 1944 vide anche fronteggiarsi sui due argini i tedeschi-repubblichini e gli anglo-americani) è il bellissimo romanzo, premiato con lo Strega 2010, che racconta i Peruzzi, la loro storia, la loro “verità”.