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giovedì 23 luglio 2020

Lo scarafaggio



Ian McEwan - Lo scarafaggio / The Cockroach (2019)



“Lo scarafaggio” – dice McEwan nella postfazione – è nato nel momento in cui, lungo il percorso della Brexit, la disperazione incontrava lo sberleffo. Pur se quasi due terzi dell'elettorato britannico non ha votato per lasciare l'Unione europea e tre quarti dei deputati hanno votato per rimanervi, ha vinto il populismo e per “volontà del popolo” si è concretizzato il più insulso, masochistico e inconcepibile proposito della storia britannica. Da qui la disperazione e l'urgenza dello sberleffo. Il populismo, ignaro della sua stessa ignoranza, va sconfitto e io confido che ci riusciremo – dice McEwan. Frattanto, se la ragione non apre gli occhi e non si decide a riprendere il sopravvento, potremmo doverci affidare al conforto della risata. Ecco, “Lo scarafaggio” è una risata amara.

venerdì 10 gennaio 2020

Macchine come me



Ian McEwan- Macchine come me / Machines Like Me (2019)



Ennesima ottima prova di Ian McEwan, un altro da Nobel, che non avrà e fa lo stesso.
1982: Charlie Friend si compra Adam, uno dei venticinque esemplari di androide appena messi in commercio, potenziale “sparring partner intellettuale, amico e factotum in grado di lavare i piatti, fare i letti e «pensare»”. Allora gli umani, come è noto, erano “moralmente difettosi: incoerenti, labili a livello emotivo, inclini al preconcetto, all'errore di valutazione, spesso solo per ragioni di egoismo” e c'era dunque la speranza che “un robot dall'intelligenza artificiale complessa, guidata da principî accuratamente studiati, che avrebbe imparato vagando tra migliaia, milioni di dilemmi etici, avrebbe saputo insegnarci come essere, come essere buoni”. Ma questo Adam, concepito alla grande in laboratorio, come avrebbe reagito di fronte alle umane contraddizioni? “Noi ci siamo abituati, e il solo elenco ci sfinisce. Milioni di individui che vivono nella povertà quando ci sarebbe il necessario per tutti. Danneggiamo la biosfera quando sappiamo che è l'unica nostra casa. Ci minacciamo reciprocamente con le armi nucleari pur sapendo a cosa potrebbero portarci. Amiamo gli esseri viventi ma permettiamo l'estinzione in massa di intere specie. E poi tutto il resto: genocidi, torture, schiavitù, violenze domestiche, abusi sui minori, sparatorie nelle scuole, stupri e altre decine di orrori quotidiani. Viviamo circondati da questi tormenti e non siamo neppure stupiti di riuscire comunque a rimediare un po' di felicità, e addirittura amore. La mente artificiale non ha le stesse difese.” In quel 1982, poteva mai cambiarci un Adam? E oggi, nell'ultima versione migliorata, che potrebbe fare per noi? E, domani... cambierà mai l'Uomo?

giovedì 11 maggio 2017

Nel guscio


Jan McEwan - Nel guscio / Nutshell (2016)



Il narratore, nel guscio materno, già coglie quel che accade fuori. Miserie umane, soprattutto: un assassinio nei paraggi ed echi di guai lontani. Ma anche un mondo pieno di meraviglie. McEwan racconta tutto, bello e brutto, con arguzia e molta comicità, finalmente dispensata al meglio. Non si può dimenticare in Solar il fiasco del primo registro comico: qui McEwan si riscatta, ampiamente.

venerdì 9 gennaio 2015

La ballata di Adam Henry


Ian McEwan - La ballata di Adam Henry / The Childred Act (2014)



Ritrovare McEwan... ah, che piacere! L’avevo messo un po’ da parte dopo quel Solar (2010) decisamente fuori registro, e peraltro il successivo Miele (2012) era una “spy story” dalle recensioni ancora poco attraenti… Ora è tornato con un romanzo da par suo: “La ballata di Adam Henry” (titolo italiano discutibile) si distingue per l’eccellenza della scrittura, la forza della storia, la profondità dei temi, la caratterizzazione dei personaggi - la giudice Fiona Maye, il marito Jack, il giovane Adam Henry: tutti notevoli. Un romanzo con molta dialettica: amore e crisi coniugale, dogmatismo religioso e libertà di pensiero, legge rigida e legge interpretata, umanità e distacco… vita e morte. McEwan turba e coinvolge molto, come un tempo: è tornato, di nuovo grande, ritrovato.

giovedì 25 luglio 2013

Tutti raffinati intellettuali

È del tutto impossibile di questi tempi farsi un'idea del livello culturale delle persone basandosi su come parlano, come si vestono o sui loro gusti in fatto di musica. La cosa più saggia è trattare chiunque si incontri come un raffinato intelllettuale.

Ian McEwan

Da: Espiazione (2001)

giovedì 6 settembre 2012

Si salvi chi può

I credenti dovrebbero ormai sapere in cuor loro che, quand'anche avessero ragione e davvero esistesse un Dio benevolo e attento, questi, come attestano le quotidiane tragedie e tutti i morti bambini, sembra poco propenso a intervenire. Il resto di noi, fino a prova contraria, è consapevole dell'improbabilità che ci sia qualcuno lassù. Nel caso in questione, ha poca importanza chi abbia torto: a salvarci non verrà nessuno. Dovremo pensarci da soli.
 
Da: Ian McEwan - Blues della fine del mondo (2008)*
(*In origine: End of the World Blues, 2007 - Trad. Susanna Basso)

mercoledì 26 ottobre 2011

Comunione tra le note

Si verificano di rado momenti in cui (...) capita ai musicisti di sfiorare insieme qualcosa di più dolce di quanto abbiano mai raggiunto in prova o in concerto, qualcosa che va al di là della collaborazione e della competenza tecnica, momenti in cui la loro espressione si fa sciolta e armoniosa come l'amicizia o l'amore. È quando ci regalano un assaggio di quello che potremmo essere, della parte migliore di noi stessi, e di un mondo impossibile nel quale diamo agli altri tutto ciò che abbiamo, senza perdere nulla a nostra volta. Esistono, nel mondo reale, progetti dettagliati, idee visionarie di reami della pace, di conflittualità risolte, felicità per tutti, sempre: miraggi per i quali la gente è disposta a morire e a uccidere. Il regno di Cristo sulla terra, il paradiso della classe operaia, lo stato islamico ideale. Ma solo nella musica, e solo in rare occasioni, il sipario si alza davvero su questo sogno di assoluta comunione il cui incantesimo ci illude prima di spegnersi nelle sue ultime note.

Da: Ian McEwan - Sabato (2005)
(Trad. Susanna Basso)


(Post n° 100 del Frabeblog: letteratura e musica, in bell'amalgama.)

martedì 11 ottobre 2011

Solar

Ian McEwan - Solar (2010)


Notizia inattesa: anche un grande come McEwan può deludere. Ci riesce inventando una storia strampalata, con uno squallido protagonista - un Nobel per la Fisica affatto credibile -, e adottando per la prima volta nella sua scrittura - irriconoscibile, per quanto sembra 'normale' - la chiave comica: con risultati completamente negativi, perché tutto è molto ridicolo... ma non c'è proprio niente da ridere. (Nel romanzo, occorre dire, viene trattato anche un tema forte e serio, quello dell’ambientalismo: che però, inserito in un contesto così poco coinvolgente, perde gran parte della sua valenza.) Insomma, un passo falso da dimenticare in fretta: si attende con fiducia di ritrovare McEwan.

(Agli amici... lo sconsiglio.)