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mercoledì 11 febbraio 2015

L'ultimo saluto

Non c'è mai modo di sapere che direzione prenderà la vita, non sappiamo chi sopravviverà alla giornata e chi soccomberà, non sappiamo se l'ultimo saluto diventerà un bacio, una parola amara, uno sguardo che ferisce, basta un attimo di disattenzione, ti dimentichi di guardare a destra e a sinistra e sei morto e allora è troppo tardi per ritirare le parole offensive, troppo tardi per chiedere scusa, troppo tardi per dire le cose che contano, le cose che vorremmo dire ma che non riusciamo a esprimere a causa del rancore, della stanchezza della quotidianità, del tempo che manca, dimentichi di guardare a destra e non ti vedo più, e le ultime parole che mi hai detto continueranno a riecheggiarmi dentro per tutti i miei giorni e le mie notti, e il bacio che avresti dovuto ricevere mi si seccherà sulle labbra, diventerà una ferita che si riaprirà ogni volta che altri mi baceranno.

Jón Kalman Stefánsson

Da: Il cuore dell'uomo (2011)

sabato 3 gennaio 2015

Il cuore dell'uomo


Jón Kalman Stefánsson - Il cuore dell'uomo / Hjarta mannsins (2011)



Stefánsson arriva con facilità al cuore dell’uomo-lettore, e non solo: il romanzo emoziona, molto, e fa pure riflettere abbondantemente sui più grandi temi della vita. Con una prosa delicata che a tratti è poesia. Però… la storia che Stefánsson racconta è popolata di tanti personaggi, e si fraziona continuamente, sfociando in mille rivoli complicati da seguire… Ecco: di questo romanzo ho molto apprezzato tante singole pagine, meno l’insieme.

mercoledì 26 marzo 2014

Luce d'estate


Jón Kalman Stefánsson - Luce d'estate ed è subito notte / Sumarljós og svo kemur nóttin (2005)



Questo è un libro di piccole storie intrecciate, ambientate in un paesino islandese: piccole se guardate da lontano, ma grandi per coloro che le vivono, queste storie, e per chi, da dentro, con delicata attenzione le racconta. Leggendo, ho ricordato “Winesburg, Ohio” (“I racconti dell’Ohio”), di Sherwood Anderson (1919): “un romanzo - così lo descrive Amos Oz, in “Una storia di amore e di tenebra” - che è una sequela di racconti ed episodi scaturiti l’uno dall’altro, legati tra loro principalmente dal fatto di svolgersi in una cittadina di provincia sperduta e dimenticata da Dio”, che hanno per protagonisti “personaggi piccini” (… in apparenza); e Oz conclude d’aver avuto proprio da Anderson la “rivoluzionaria” lezione, in quanto scrittore, che “il mondo gira sempre intorno alla mano di chi scrive” e, in quanto uomo, che “dove sei tu, quello è il centro dell’universo”. Ecco, Jón Kalman Stefánsson sta in questa linea. “Luce d’estate ed è subito notte” è un bel libro, volutamente lento - forse fin troppo, il che rischia a tratti d’annoiare un po’ -, con venature filosofiche e poetiche: e con tonalità calde, a dispetto del grande freddo islandese.