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martedì 5 marzo 2013

Tutto scorre...

Vasilij Grossman - Tutto scorre... 
(Stesura 1955-1963, prima pubblicazione 1970)



Scritto tra il 1955 e il 1963, quando l’Unione Sovietica era guidata da Chruščëv in una discontinuità ancora troppo debole col passato, “Tutto scorre…” è - più che un romanzo, ché personaggi e trama hanno un ruolo minimale - un libro di forte denuncia degli aspetti più aberranti delle pregresse fasi leninista e stalinista: in particolare, del genocidio per fame (Holomodor, 1929-1933) di ucraini ebrei e kulaki (contadini etichettati forzatamente come “agiati”) e della soppressione o deportazione nei gulag di moltissimi oppositori del regime, reali o presunti. 
Vasilij Grossman, che pure aveva dato inizialmente credito all’idea utopica di Stato come comune, diviene qui un critico durissimo: “Lo Stato, che era parso un mezzo, risultò un fine”, e “si fece padrone”; da cui... valori opposti, e tragici effetti: “In primo luogo lo Stato; la gente: zero, meno di zero”.
Il libro, come accadde anche per il capolavoro di Grossman, “Vita e destino”, non poté essere pubblicato - per via di quella discontinuità debole, molto debole. Troverà un editore in Francia nel 1970; “Vita e destino” lo troverà in Svizzera nel 1980. Grossman era morto di cancro da un pezzo, nel 1964. 

(Agli amici... lo consiglio.)

domenica 27 gennaio 2013

Bastano pochi secondi

Intelletti generosi e robusti, anime pure, occhi innocenti di bambino, cari volti di anziani, belle teste altere di ragazza che la natura aveva faticato secoli e secoli a creare, scivolarono come un fiume silenzioso e infinito nell'abisso del nulla. Bastano pochi secondi per distruggere ciò che il mondo e la natura hanno creato nella gestazione lunga ed estenuante della vita.

Vasilij Grossman

Da: L'inferno di Treblinka (1944) - Trad. Claudia Zonghetti

martedì 22 gennaio 2013

L'inferno di Treblinka


 Vasilij Grossman - L'inferno di Treblinka (1944, ed.it. 2010)



Nel settembre del 1944 Vasilij Grossman entra da corrispondente di guerra al seguito dell’Armata Rossa nel campo di sterminio di Treblinka (Polonia): racconta a caldo ciò che vede e soprattutto, sulla base di evidenze e testimonianze, l’orrore immenso già accaduto; descrive la macchina di morte più spietatamente produttiva tra quelle messe in opera dai nazisti, rendendola nota al mondo (il suo scritto sarà agli atti nel processo di Norimberga); e ricostruisce anche la più grande rivolta di detenuti, in uno dei due campi di Treblinka, portata incredibilmente a termine con successo. Il suo è un reportage di straordinario valore documentale ed è pure, data la qualità espositiva, il primo tassello della produzione letteraria di Grossman, purtroppo assai limitata successivamente a causa della pesante censura del regime sovietico e quindi della sua prematura scomparsa. 

(Agli amici... lo consiglio.)