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giovedì 1 agosto 2019

Lo Stradone


Francesco Pecoraro - Lo Stradone (2019)



Ma in che cosa sperate, alla fin fine? Che la terra rinasca a primavera? Che il mare e i fiumi ridiventino pescosi? Che cada ancora della manna dal cielo per degli imbecilli come voi?

È qui, in questa frase in esergo da Finale di partita di Beckett, la visione dell'autore, pessimistica più che mai (come peraltro era già era chiaro da La vita in tempo di pace). Ora, va detto subito che è un signore anziano, Francesco Pecoraro, molto consapevole del fatto che il suo futuro è breve, la fine vicina, eppure pesa questo suo veder così nero, e pesa tanto al lettore che lo ama. Perché, va pure detto subito, Pecoraro è uno scrittore amabile, bravissimo, è uno che – come qui – può parlare della periferia poco attraente di una metropoli per centinaia di pagine meravigliando in ognuna di esse per la qualità della scrittura, componendo poco per volta un grandioso quadro d'insieme, sempre coinvolgendo fortemente il lettore, nonostante il pessimismo: così lo Stradone, il piccolo mondo del narratore fatto di un passato che fu vivo, delle sue tracce, e di un presente che si trascina stanco, senza un futuro degno di tal nome che si possa intravedere, lo Stradone è pure il mondo del lettore per un po': lì, pure lui, avanti e indietro, tra la casa popolare e il bar Porcacci, come il narratore, sperando di fargli un po' di compagnia, a Pecoraro, di smuoverlo, portarlo fuori dallo Stradone ogni tanto, in gita, al mare.

venerdì 7 agosto 2015

Fili spezzati, fili intrecciati

La vita non è mai un filo ininterrotto, se non in rari casi, per qualche combinazione crudele quanto bella. Alcuni fatti ci passano attraverso e spariscono senza lasciare traccia, ma ce ne sono altri che continuano a rivivere perché quel che è avvenuto permane dentro di noi, colora i nostri giorni, trasforma i nostri sogni. Il passato è talmente intrecciato al nostro presente che non sempre è possibile distinguerli uno dall'altro, le parole che non pronunci oggi torneranno a cercarti tra cinque anni, torneranno da te come un mazzo di fiori, come una consolazione, come un coltello insanguinato. E le frasi che sentirai domani trasformeranno un antico bacio sincero nel ricordo del morso di un serpente. 

Francesco Pecoraro

Da: La vita in tempo di pace (2013)

mercoledì 1 ottobre 2014

Intelligenti veri (e no)

Gli intelligenti veri sanno adeguarsi al livello mentale degli altri, percepiscono subito se potranno essere capiti o no, non si pavoneggiano, si nascondono, imparano a gestirsi. Inutile dispiegare grandi potenze se la strada da fare è poca e soprattutto se è controproducente, se irrita l'interlocutore… L'intelligenza esibita può essere intimidatoria, fastidiosa, in definitiva stupida.

Francesco Pecoraro

Da: La vita in tempo di pace (2013)

martedì 3 giugno 2014

La vita in tempo di pace

 
Francesco Pecoraro - La vita in tempo di pace (2013)



La vita di un uomo ripercorsa in un giorno, tra ricordi e bilanci: nato nel 1946, Ivo Brandani ha vissuto in un “tempo di pace” ricco di tensioni, di conflitti “minori” legati a interessi individualistici e settari, persistenti, logoranti la società, l’ambiente, l’intero paese.
Brandani è un uomo deluso, disilluso: oggi, 29 maggio 2015, vede nero nel disordine morale e delle cose, nel “mai niente di messo in comune, mai nulla di realmente condiviso”, nei troppi “chi cazzo se ne frega” che precedono e segnano l’agire. Un pessimismo forte, quello di Brandani, e pure ben argomentato, che deprime quand’è condivisibile e che stimola quando appare eccessivo: a contraddirlo, a vedere maggiormente il positivo, a fare comunque meglio, a lasciare sempre un varco per la speranza, necessaria, doverosa - ché abbiamo figli, noi, Brandani no…
“La vita in tempo di pace” è un grande romanzo, torrenziale, potente e crudo, come ricca, potente e cruda è la scrittura di Francesco Pecoraro - classe 1945: un romanziere all’esordio tardivo... con botto.

venerdì 16 maggio 2014

Convinzioni

Da giovani ci si convince troppo facilmente delle idee altrui e da vecchi ci si convince troppo rapidamente delle proprie.

Francesco Pecoraro

Da: La vita in tempo di pace (2013)