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giovedì 23 maggio 2013

Meriggiare pallido e assorto

         
          Meriggiare pallido e assorto
          presso un rovente muro d'orto,
          ascoltare tra i pruni e gli sterpi
          schiocchi di merli, frusci di serpi.

          Nelle crepe del suolo o su la veccia
          spiar le file di rosse formiche
          ch'ora si rompono ed ora s'intrecciano
          a sommo di minuscole biche.

          Osservare tra frondi il palpitare
          lontano di scaglie di mare
          mentre si levano tremuli scricchi
          di cicale dai calvi picchi.

          E andando nel sole che abbaglia
          sentire con triste meraviglia
          com'è tutta la vita e il suo travaglio
          in questo seguitare una muraglia
          che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.


          Eugenio Montale - Da "Ossi di seppia" (1925)

giovedì 31 maggio 2012

Non chiederci la parola che squadri da ogni lato

         
          Non chiederci la parola che squadri da ogni lato
          l'animo nostro informe, e a lettere di fuoco
          lo dichiari e risplenda come un croco
          perduto in mezzo a un polveroso prato.

          Ah l'uomo che se ne va sicuro,
          agli altri ed a se stesso amico,
          e l'ombra sua non cura che la canicola
          stampa sopra uno scalcinato muro!

          Non domandarci la formula che mondi possa aprirti,
          sì qualche storta sillaba e secca come un ramo.
          Codesto solo oggi possiamo dirti,
          ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.


          Eugenio Montale - Da "Ossi di seppia" (1925)

martedì 31 gennaio 2012

Spesso il male di vivere ho incontrato


          Spesso il male di vivere ho incontrato:
          era il rivo strozzato che gorgoglia,
          era l'incartocciarsi della foglia
          riarsa, era il cavallo stramazzato.

          Bene non seppi, fuori del prodigio
          che schiude la divina Indifferenza:
          era la statua nella sonnolenza
          del meriggio, e la nuvola, e il falco alto levato.


  Eugenio Montale (1896-1981) - Da "Ossi di seppia" (1925)