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mercoledì 16 dicembre 2015

Perle ai porci


Kurt Vonnegut - Perle ai porci / God Bless You, Mr. Rosewater (1965)



Erede di una ricchissima famiglia, Eliot Rosewater è un tipo molto strano, anche per via di certi traumi patiti da soldato durante la seconda guerra mondiale. Ma, in un'America individualista e mossa dal denaro, Eliot ha un forte senso di giustizia sociale, con tratti addirittura utopici: "Mi sembra terribile il modo in cui la gente, in questo paese, rifiuta di spartirsi equamente le ricchezze. Io trovo che è un governo senza cuore quello che permette a un bebè di nascere essendo già il padrone di una grossa fetta del paese, come sono nato io, e di lasciare che un altro bebè venga al mondo nudo e crudo. Il meno che un governo potrebbe fare, secondo me, è dividere equamente le ricchezze tra i bebè. La vita è già abbastanza dura senza che la gente, per i soldi, debba farci anche una malattia. Ce ne saranno in abbondanza per tutti, in questo paese, se faremo meglio le parti." Con questi presupposti, Eliot Rosewater fa del bene agli altri, prediligendo gli "americani di scarto, anche se inutili e brutti". Grande principio, grande azione conseguente: è il nocciolo nobile del romanzo. Poi però hanno ampio spazio, in questo "Perle ai porci", le stranezze del personaggio alle quali sopra si accennava, probabilmente divertenti per qualche lettore, non così per me.

mercoledì 29 luglio 2015

Il consiglio di zio Alex

Disse che quando le cose vanno davvero bene dovremmo fare in modo di accorgercene. Non parlava di grandi trionfi bensì di semplici epifanie: bere una limonata all'ombra in un pomeriggio afoso, sentire il profumo di una panetteria vicina, pescare e fregarsene se si pesca qualcosa o no, ascoltare qualcuno che suona bene il piano nell'appartamento accanto al nostro. Zio Alex mi suggeriva, in tali occasioni, di dire a voce alta: Se non è bello questo, cosa mai lo è?

Kurt Vonnegut

Da: Cronosisma (Timequake, 1997)

martedì 4 giugno 2013

Mattatoio n. 5


Kurt Vonnegut - Mattatoio n. 5 / Slaughterhouse-Five (1969)


Vonnegut c’era, a Dresda, nel febbraio 1945, quando gli Alleati bombardarono la città - era un soldato americano prigioniero, detenuto nel mattatoio n. 5: Dresda fu rasa al suolo e molte migliaia furono le vittime (130.000 è la cifra che ricorre nel libro-romanzo: le stime ufficiali dicono da 18.000 a 25.000, comunque un’enormità). Vonnegut c’era, ma la sua esperienza ispira nel romanzo giusto scampoli di racconto: interessanti, di forte stampo antimilitarista, ma... scampoli, sparsi qua e là tra predominanti stranezze, in ambito di paranormale e fantascientifico. Una mescolanza, comprensiva di molto serio e molto faceto, alquanto sconcertante. Una scrittura, in altri termini, troppo libera. “Io metto nei libri tutto quello che mi capita”, afferma nel romanzo lo scrittore Kilgore Trout: ecco, è quel tutto il problema - considerato tutto quel che può capitare nella testa di uno scrittore...

(Agli amici... lo sconsiglio.)

giovedì 6 ottobre 2011

Genesi 2 (con quesito irrisolto)

In principio Dio creò la Terra, e la rimirò, nella Sua solitudine cosmica.
E Dio disse: "E ora creiamo esseri viventi dal fango, così che il fango veda cosa abbiamo fatto".
E Dio creò tutti gli esseri viventi che or sulla Terra si muovono, e uno era l'uomo. Soltanto in forma d'uomo il fango poteva parlare. Dio si chinò, mentre il fango in forma d'uomo si levava a sedere, si guardava intorno e parlava. L'uomo sbattè gli occhi. "Qual è lo scopo di tutto questo?" chiese educatamente.
"Perché, tutto deve avere uno scopo?" chiese Dio.
"Certamente" rispose l'uomo.
"Allora lascio a te il compito di trovarne uno per tutto questo" disse Dio. E se ne andò.

Da: Kurt Vonnegut - Ghiaccio-nove (1963)
(Trad. Delfina Vezzoli)

martedì 2 agosto 2011

Ghiaccio-nove


Kurt Vonnegut - Cat's Cradle (1963) / Ghiaccio-nove

Partendo da una visione del reale molto critica e ironica, e dai suoi States, Vonnegut libera la fantasia portandoci in un altro mondo, l’isola caraibica di San Lorenzo, dove l’interesse degli abitanti è concentrato su tre sole cose: “la pesca, la fornicazione e il bokononismo”. Ben comprensibili le prime due, la terza è una simpatica religione basata sulle bugie a fin di bene. Bokonon, l’inventore, dopo aver ribadito che, naturalmente, “tutte le religioni, incluso il bokononismo, non sono altro che menzogne”, spiega la sua idea di fondo in questi... mirabili versi:
Volevo che ogni cosa
Sembrasse avere un senso
Per far tutti contenti
E meno tesi, penso,
Così inventai bugie
In modo assai preciso
E questo mondo triste
Lo resi un pa-ra-di-so.

Rendere felice la valle di lacrime: un'utopia encomiabile che Bokonon (Vonnegut) persegue con molta ironia attraverso la menzogna dichiarata: una via discutibile, ma non più di altre, apparentemente autorevoli, subdolamente ingannatrici.

(Agli amici... lo consiglio.)