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venerdì 1 dicembre 2023

La notte sarà calma

 


Romain Gary - La notte sarà calma / La nuit sera calme (1974)


Strutturata in forma di intervista, "La notte sarà calma" è l'autobiografia del Romain Gary maturo (quanto ad età); precedentemente, nel 1960, Gary aveva pubblicato "La promessa dell'alba", la splendida autobiografia più giovanile. Il grande lituano-francese enfatizza qui la poliedricità vulcanica che lo caratterizza: in quarta di copertina è definito giustamente, oltre che scrittore, anche "seduttore, aviatore, diplomatico, ebreo, patriota, cineasta", dunque "uomo smisurato e geniale"; "La notte sarà calma" è pertanto un'autobiografia particolarmente fitta, a tratti interessante, a tratti parecchio stancante.

giovedì 7 maggio 2020

Gli uccelli vanno a morire in Perù



Romain Gary - Gli uccelli vanno a morire in Perù / Les oiseaux vont mourir au Perou (1962)



Racconti generalmente apprezzabili per un buon tratto, ma poi chiusi di botto, con lascito inevitabile d'insoddisfazione: alla genialità acclarata, in queste pagine Gary associa – senz'altro volutamente – la sregolatezza.

giovedì 2 agosto 2018

Le radici del cielo


Romain Gary - Le radici del cielo / Les racines du ciel (1956)


Libro con cui Romain Gary vinse il premio Goncourt nel 1956 (lo rivinse nel 1975, dribblando la regola dell'unica assegnazione per autore, con "La vita davanti a sé", firmato da un allora sconosciuto Émil Adjar): "Le radici del cielo" è un romanzo ambientato nell'allora Africa Equatoriale Francese a tema prioritario ambientalista, concentrato specialmente sulla condanna della strage di elefanti - trentamila uccisioni all'anno in quei tempi - dovute in parte a motivazioni alimentari, ma perlopiù al commercio dell'avorio "allo scopo di fabbricare tagliacarte e palle da biliardo". L'insistenza protratta sul tema e una certa farraginosità della trama alla lunga tendono a stancare, distanziando chiaramente quest'opera dalle migliori di Gary.

giovedì 31 maggio 2018

L'angoscia del re Salomone


Romain Gary - L'angoscia del re Salomone / L'Angoisse du roi Salomon (1979)



Ne “L'angoscia del re Salomone” Romain Gary racconta una buona storia, disseminandola di pensieri sulla vita e sulla morte. Qualche esempio: 
“Abbiamo sempre bisogno degli altri, non possiamo passare la vita a detestare noi stessi.”
“È rassicurante vedere che non siamo soli a esser soli.”
“Di cosa abbiamo paura tutti? Che non duri.”
“È una vergogna. Il mondo diventa ogni giorno sempre più pesante da portare.”
“La vita fa dei debiti contro di te e tu aspetti sempre che lei venga a rimborsarti... e poi c'è un momento in cui cominci a capire che la vita non ti rimborserà mai, ed è l'angoscia...”
“Cosa si fa quando non si può più sopportare la propria condizione umana? Ci si disumanizza. (Come Charlie Chaplin, nel Monello, che ha trovato un neonato e apre un tombino e si chiede se non se ne sbarazzerà completamente.)”
“Molti cercano i fare degli affari con Dio, io ti do questo e tu mi dai quello, io do agli altri senza lesinare e tu mi prodighi la buona salute, la longevità e più tardi qualcosa di meglio. Vai a saperlo.”
“Anche quando non si crede ci sono dei limiti. Non si può non credere senza limiti, dato che ci sono dei limiti a tutto.”

giovedì 15 marzo 2018

Gli aquiloni


Romain Gary - Gli aquiloni / Les Cerfs-volant (1980)



Normandia, anni '30-'40: una storia d'amore e di guerra, intensa e poetica, con vite in subbuglio - se non in pericolo - sostenute da sogni e speranze aleggianti come aquiloni, bellissimi ma fragili, da trattenere saldamente per non rischiare di perderli nel loro inseguimento dell'azzurro.
“Gli aquiloni” è un grande romanzo, l'ultimo di Romain Gary pubblicato prima della sua tragica fine.

martedì 18 ottobre 2011

La promessa dell'alba



Romain Gary - La promesse de l'aube (1960) / La promessa dell'alba



Autobiografia splendida: Gary si racconta diffusamente (fino ai quarantaquattro anni d’età), a partire dal preciso momento della promessa fatta alla madre da ragazzo - al tempo dell’alba - di combattere con tenacia, forte del suo sostegno, le battaglie necessarie per emergere, per diventare “un campione” e renderle così meritata giustizia, ripagandola finalmente delle durezze estreme della vita.
La narrazione di Gary, densa di fatti e riflessioni, intrisa costantemente d’ironia, procede in maniera sempre molto avvincente - con la madre nel ruolo di spettacolare coprotagonista -, e si conclude con due parole, semplici e forti, cariche evidentemente di significati positivi, che tutti vorremmo dire per ultime: “ho vissuto”.

(Agli amici... lo consiglio.)

giovedì 8 settembre 2011

Perle in... "La vita davanti a sé"

Cerco perle: nei libri. Da serbare, e farne tesoro.
In "La vita davanti a sé", di Romain Gary, ho trovato queste:

  • Ho notato spesso che la gente riesce a credere a quello che dice, le serve per vivere.
  • La gente tiene alla vita più che a tutto il resto, è anche buffo se si pensa a tutte le belle cose che ci sono al mondo.
  • Le cose più difficili da guarire non sono le malattie.
  • Non è necessario avere delle ragioni per avere paura.
  • Io credo che siano gli ingiusti quelli che dormono meglio, perché se ne fregano, mentre i giusti non possono chiudere occhio e si fanno il sangue marcio per tutto. Se no non sarebbero giusti.
  • Gli incubi sono i sogni di quando uno invecchia.
  • Nei vecchi la cosa che resiste di più è la loro giovinezza.


"La vita davanti a sé" (1975), di Romain Gary (1914-1980), trad. Giovanni Bogliolo