sabato 30 luglio 2011

Joss Stone: ieri, oggi e domani

L'oggi, prima di tutto:
Joss Stone ha appena sfornato un CD, dal titolo "LP1". Le tracce si possono sentire qui: http://www.youtube.com/user/jossstonem2011

Poi il domani:
è annunciato per settembre l'esordio, con CD, dei "SuperHeavy", l'originale formazione che comprende Joss Stone,  Mick Jagger (il grande capo, ovviamente), Damien Marley (il più giovane dei figli di Bob), Allah Rakha Rahman (indiano, autore della colonna sonora di The Millionaire...) e Dave Stewart (Euritmics).

La sensazione è che sia tutto molto elaborato: ieri Joss era decisamente più genuina - specie quando godeva della fuggevole freschezza dei diciassette anni...



Joss Stone - "Right To Be Wrong" (live, 2004)

giovedì 28 luglio 2011

Corso accelerato inglese-trentino

Elementi di base, per far sempre... His pig figure = La so porca figura (by Lucio Gardin):

  • Let me go old man = Molleme vecio
  • We speck English = Abbiamo speck anglosassone
  • Look at the moon = Varda quel mona
  • To do the servant bill = Far i conti della serva
  • My mom love Brooklin = Me mamma la lava i broccoi
  • We ate out all = Aven magnà for tut
  • Grandmother have the run run = La nonna la gà el corri corri
  • I take you in chestnut of Castion = Ti ho preso in castagna (castagna di Castione, perché la promozione del territorio è importante)
  • You are dog of graps = Te sei en can dall'ua
  • Don't send all in cow = No sta trar tut en vaca
  • Squeeze squeeze don't go out nothing = Struca struca no ven for gnente
  • The bird is going = La gazza l'è nada
  • Today is not day = Ancoi no l'è giornada
  • The table is all attached = El taol l'è tut tacaiz
  • Fishing a paper = Pesca na carta
  • It's going to vinegar = L'è nà en asedo
  • I give you a cartoon = Te molo en carton
  • Do you have Jack Daniel? = Gat la giacheta del Daniele?
  • Leave everything as it is = Lassa lì tut come che l'è
  • Do you sleep whit ass discovered? = At dormì col cul desquert?
  • Let me do local mind = Laseme far mente locale
  • Grandfather is full like an egg = El nonno l'è pien come n'of
  • Give him an eye please = Daghe n'ocio valà
  • Bitch cow they have seen me = Puttana vaca i m'ha vist!
  • Lombardini found the person of the cheese = El Lombardini l'ha trovà quel dal formai.

mercoledì 27 luglio 2011

Incubo gradevole

Si risente un'altra bella voce: quella di Brandon Boyd, degli Incubus.
Il nuovo CD, "If Not Now, When?", è uscito da pochi giorni. "Promises, Promises" è un pezzo orecchiabile, con un buon sound: e un video accattivante... (Tutto troppo misurato? Forse, sì, ma altri brani del CD, più originali e... discutibili, compensano.)



Incubus - "Promises, Promises", da "If Not Now, When?" (2011)

martedì 26 luglio 2011

Creazione senza Dio



Telmo Pievani - Creazione senza Dio (2006)


"Da dove veniamo?", "Chi siamo?"... e magari: "Dove stiamo andando?"
Le solite domande, ardue, che l'uomo fa pensando a sé, prima di tutto, e poi a quel che lo circonda...
Nel campo in cui vige la razionalità, qualche risposta attendibile viene dalla scienza: in particolare, la teoria darwiniana dell'evoluzione, costantemente arricchita da nuove conoscenze, è sempre più convincente (con buona pace dei "detrattori per partito preso"). Non è in grado di spiegare tutto, sia chiaro, esattamente come ogni branca della scienza: che è sempre, dichiaratamente, "sapere fallibile provvisorio", con limiti precisi che vanno riconosciuti, nell'attesa che un giorno possano forse essere spostati in avanti, o superati. Sta di fatto che l'acquisizione scientifica (validata) deve essere accettata, fino all'eventuale prova scientifica contraria (invalidante).
Ciò che resta d'ignoto - un buco qua, un... cratere là - viene colmato troppo spesso da argomentazioni pseudoscientifiche, ovvero, su tutt'altro piano, da atti di fede che consentono di avere risposte ad ogni quesito: risposte pronte, facili - dunque attraenti - e... dogmatiche, soprattutto.
Ma si sappia - chiarisce bene Pievani - che "da Darwin in poi non è più necessario ricorrere ad alcuna trascendenza per spiegare la natura umana. Questo non significa che sia dimostrata una volta per tutte l’impossibilità di qualsiasi trascendenza, ma Darwin ci offre l’opportunità di farne a meno e in questo modo fa rientrare pienamente e irreversibilmente la storia naturale della nostra specie nell’alveo della spiegazione scientifica."

(Agli amici... lo consiglio.)

lunedì 25 luglio 2011

Spalle trentine

I 'nostri' The Bastard Sons of Dioniso e Anansi hanno aperto, a Roma e Milano, i concerti di... Ben Harper e Robert Plant, nientepopodimeno. Due big, con spalle trentine!

Recentemente ospite di Letterman, Ben Harper ha eseguito "Don't Give Up On Me Now", un bel pezzo dell'ultimo CD ("Give Till It's Gone").
Qualche mese fa ospite di Fazio, Robert Plant, ultimamente dedito, con la sua Band of Joy, soprattutto alle cover, aveva proposto "Angel Dance", dei Los Lobos.



Ben Harper - "Don't Give Up On Me Now", da "Give Till It's Gone" (live, 2011)



Robert Plant - "Angel Dance", da "Band of Joy" (live, 2010)

sabato 23 luglio 2011

Tutta colpa del semilunare


Il semilunare è un ossicino piccolo piccolo. Ma se cadi con la bici, sbatti il polso, e te ne schizza via un pezzetto, di semilunare... beh, allora ti immobilizzano con un bel gesso: e... addio Paradise Tour! (Oggi doveva partire, oggi!) Già, perché il semilunare in questione è quello del grande bassista della grande Rock Band. Tutto all'aria, dunque: e fan a casa, delusi. Ma il bassista è un duro, guarirà presto. Il Tour è rinviato... di poco: l'attesa si fa sempre più spasmodica. (No, dico: l'avrà mica fatto apposta, il bassista...)

giovedì 21 luglio 2011

Finché c'è vita, c'è calore (da offrire)

E il sole scomparve.
Era finito a Buenos Aires un altro giorno: qualcosa di irrecuperabile per sempre, qualcosa che inesorabilmente lo avvicinava di un altro passo alla propria morte. Tutto corre così veloce. Una volta il tempo era più lento e tutto sembrava possibile. Ma adesso gli anni correvano velocemente verso il tramonto, e sempre più spesso si sentiva dire «vent'anni fa, quando l'ho visto l'ultima volta» o altre analoghe frasi banali ma tragiche. E pensava, come davanti a un abisso, quanto poco restava di questo cammino verso il nulla.
Quando arrivava a questo punto e sembrava che ormai niente avesse senso, incappava magari in un cagnetto di strada affamato e desideroso di affetto, con il suo piccolo destino (piccolo come il suo corpo e il suo cuore che resisterà coraggiosamente fino alla fine, difendendo quella vita minuta e umile come una minuscola fortezza), e allora, prendendolo fra le braccia e portandolo in una cuccia improvvisata dove almeno non soffrisse il freddo, dandogli da mangiare, diventando l'unico senso dell'esistenza di quella povera bestiola, qualcosa di più enigmatico ma più potente della filosofia sembrava ridare senso alla vita. Quando due esseri indifesi vanno a letto insieme per offrirsi reciprocamente un po' di calore.

Da: Ernesto Sábato - Sopra eroi e tombe (1961)
(Trad. Jaime Riera Rehren)

martedì 19 luglio 2011

Olandesina bella e grintosa

Dall'ultimo CD di Anouk (To Get Her Together, 2011), il pezzo più trascinante: Lovedrunk, live. (In apertura e chiusura, sopportabile la pubblicità della radio olandese che ha sponsorizzato e messo in rete il video. Anzi... grazie, benemerita radio!)



Anouk - "Lovedrunk" (live, 2011)

lunedì 18 luglio 2011

Nemesi


Philip Roth - Nemesis (2010) / Nemesi



C’è un colpevole quando muore un bambino? O quando, per un’epidemia di poliomielite, ne muoiono tanti, e tra quelli che sopravvivono molti ne hanno il fisico devastato?
No, non c’è un colpevole per Arnie Mesnikoff, il narratore dalla 'mentalità atea' di questa storia: “A volte si è fortunati e a volte non lo si è. Ogni biografia è guidata dal caso e, a partire dal concepimento, il caso - la tirannia della contingenza - è tutto.” Per Bucky Cantor, giovane ebreo, con relativa formazione e poi crisi religiosa, il colpevole c’è, o anche due, a ben vedere: uno assoluto, Dio l’onnipotente, il grande macchinista, il responsabile di tutto, anche del male, sia esso prodotto o lasciato accadere; e poi uno aggiunto: lui stesso, nella sua veste di “untore”, diffusore, pur inconsapevole, del tremendo contagio. Da qui l’odio per quel Dio malvagio e l’autopunizione con l’infelicità a vita. Una severità implacabile, quella di Bucky, specie verso se stesso. Arnie Mesnikoff, l’amico ateo, commenta così - probabilmente scuotendo il capo: “Non si tratta d’altro che di stupida superbia, non la superbia della volontà o del desiderio ma la superbia di un’infantile, irreale interpretazione religiosa”.
C’è ben altro in questo romanzo di Roth, molta umana compassione, ad esempio; ma è l’effetto osceno di certa formazione religiosa e di un’esagerata durezza verso di sé che più colpisce: la mortificazione - non solo della carne - in vita.

(Agli amici... lo consiglio.)

domenica 17 luglio 2011

Rock Band in kilt


Non c'ero, purtroppo: ho perso - mi dicono - una fantastica esibizione... di rock e di kilt.
(Scottish Tour, lo chiamavano...)

Però conto di vederla sabato prossimo, la mia rock band preferita:
il 23 luglio, prima data, imperdibile, del Paradise Tour!

sabato 16 luglio 2011

Dolce sogno (d'un naufragio)


B. ha gli occhi chiusi per la brezza
e ride perché... pare una carezza.
T. ha visto l'iceberg e si lagna
perché quello... pare proprio una montagna!

Ma poi si cambia rotta in grande fretta,
togliendo anche di mezzo la coppietta
con un bel lancio nell'azzurro mare:
 dolce m'è il sogno di vederli naufragare... 

venerdì 15 luglio 2011

Ternitti

Ternitti viene da eternit: amianto, asbesto. L'inalazione protratta dà una malattia, l'asbestosi. Che può uccidere, certo, ma che qui è sopraffatta e affoga: in un mare di banalità. 
      

Mario Desiati - Ternitti (2011)

(Agli amici... lo sconsiglio.)

giovedì 14 luglio 2011

Gary Moore

Qualche giorno fa, in un post dedicato ai Colosseum, ho citato 'en passant' Gary Moore: per via della sua esperienza nei Colosseum II (1976 - 1978).
Be', Gary merita un ricordo in più, anche perché se n'è andato all'improvviso, pochi mesi fa: va almeno detto che era davvero un grande chitarrista, con una voce niente male, per giunta. Questo era il suo pezzo forte (impreziosito da una lunga smanettata finale). 



Gary Moore - "Still Got The Blues" (live)

mercoledì 13 luglio 2011

Rumore bianco



Don DeLillo - White Noise (1985) / Rumore bianco


In questo romanzo, DeLillo parla di “brutture” varie: dell’inquinamento elettromagnetico cui siamo sottoposti, dell’effetto ottenebrante indotto dal flusso continuo di dati che ci investe, dell’alienazione che ne deriva; e soprattutto della paura della morte, che è di sempre, ma che paradossalmente cresce con l’aumento delle conoscenze: la morte diventa sempre più grande, “in prestigio e dimensione”, e sempre più si gonfia la nostra paura. Per cui massicciamente e vilmente “ricorriamo alla rimozione, al compromesso, al camuffamento, è così che sopravviviamo nell’universo, è questo il linguaggio naturale della specie”: ma sta di fatto che la morte aleggia intorno, è parte del rumore bianco che ci avvolge…
Ecco, DeLillo parla principalmente di questi temi, di queste “brutture”: e però lo fa mescolando all’amarezza l’ironia, rendendo “Rumore bianco” un romanzo profondo e al tempo stesso addirittura comico. Narrazione avvincente, con finale a sorpresa: una lettura davvero appagante. 

(Agli amici... lo consiglio.)

martedì 12 luglio 2011

Leggina sveltina?

Quanti problemi di soldi in giro, e tutti a cercare soluzioni...
C'è chi deve scucire di botto 560 milioni di euro: inevitabile la lacrima, sul cerone.
Eppure - sù, sù! - forse c'è una salvezza: leggina sveltina?

lunedì 11 luglio 2011

Altro pianeta

È buono "English Garden", l'ultimo CD dei Quintorigo con il nuovo cantante, Luca Sapio.
Il fatto è che John De Leo era di un altro pianeta.



Quintorigo - "Grigio" (2001)

domenica 10 luglio 2011

La vita è una prova d'orchestra


Elena Loewenthal - La vita è una prova d'orchestra (2011)


La Loewenthal (lei, la traduttrice di Oz e Grossman) propone, in forma di miniracconti, un viaggio nel mondo della malattia, quella dura: un mondo parallelo che i sani di solito scotomizzano fin quando possono, per paura, per non esserne sconvolti.
E dunque - è  un’avvertenza - ci vuole una motivazione particolare per questa lettura: occorre proprio volerlo fare questo viaggio, per conoscerla, per esplorarla quella “dark side of the earth”, disposti a soffrire - a casa propria, con un libro in mano - insieme ai malati, alle loro storie, a quelle dei loro famigliari e amici, che pure soffrono; in cambio si può averne qualche utile lezioncina.
Certo, il viaggio è doloroso e non dà tregua, perché la Loewenthal gira ovunque, nelle case e nell'ospedale, e disvela senza risparmiare nulla. Qui l’unico appunto: il carico di pena poteva essere un poco attenuato, non certo tacendo, ma sapendo cogliere meglio e valorizzare con maggior decisione le positività, che ci sono, pure dentro le situazioni difficili: i malati soffrono, ma anche lottano, se appena possono, e, più spesso di quanto si creda, addirittura sorridono; a muoverli è la speranza, o anche meno: anche solo la forza della vita.

(Agli amici... lo consiglio.)

sabato 9 luglio 2011

Mito COLOSSEUM

Li vidi nel 1970, a Fiesso d’Artico (VE): strepitosi! Un sound fantastico. Rock-jazz, progressive. Jon Hiseman, il batterista, era già stato definito “il più grande di sempre”. Ma fu soprattutto la voce a conquistarmi, la voce di Chris Farlowe: il timbro, l’estensione; Chris, che si muoveva un po' alla Joe Cocker (o era l'altro, più giovane, che aveva preso da lui?), la modulava in vere acrobazie; una voce estremamente duttile: passionale, ma pure giocosa, ironica.
Insomma, quelli lì, che mi strabiliavano, erano… i COLOSSEUM.
Poco dopo si sciolsero.
Più tardi vidi pure i Colosseum II: Hiseman con altri, alla chitarra un certo Gary Moore… Ma erano impersonali, quelli.
Poi, nel 1997, vado con Paola e Massimo da Franco e Manuela, a Friburgo, in Germania. Mi prende un colpo quando vedo l’annuncio di un concerto dei Colosseum: si erano ritrovati nel ’94, avevano ripreso… E allora andiamo a sentirli, a vederli, ed erano proprio loro, sì, i mitici: Chris Farlowe, voce; Dave Clem Clempson, chitarra; Dick Heckstall-Smith, sassofono; Dave Greenslade, organo; Mark Clarke, basso; Jon Hiseman, batteria.

Ne parlo perché hanno suonato a Genova, qualche giorno fa: l’ho saputo ora, in internet. Ho visto dei video, di modesta qualità, purtroppo; l’audio però è discreto: e loro sono sempre favolosi.
Dick non c’è più, è morto nel 2004. Il suo posto l’ha preso… la moglie di Hiseman, Barbara Thompson: ma sì, brava pure lei.
Chris ha passato i settant’anni, ha il fisico sformato: ma che voce, ancora, che voce!
2011: vecchietti loro, vecchietto io…


Colosseum a Genova, 5.7.2011 (Hiseman è perso dietro i piatti, nella notte…)




Colosseum - "Take Me Back" (live, 1970)



 Colosseum - "Rope Ladder To The Moon" (live, 1994)

venerdì 8 luglio 2011

C'è Brunetta e brunetta...

Tremonti ha dato del cretino a Brunetta! A uno che, non fosse stato preso dal demone della politica, avrebbe già vinto il Nobel! (Lo disse, Brunetta, lo disse!) Ma come si fa a definirlo cretino, il Brunetta? È apprezzato, dài, pure dal capo. Che però, bisogna ammettere, a volte confonde... Già, perché c'è Brunetta e brunetta...

giovedì 7 luglio 2011

A Three Second Breath

Too much greed in our life... too much death in our fears...

Gran pezzo! Per me c'è un sentore di Dave Matthews: se è così, bravo Gualazzi a scegliersi un tale maestro - tra i tanti. Preferisco proporre questo 'live' piuttosto che il video ufficiale.


Raphael Gualazzi - "A Three Second Breath", da "Reality and Fantasy" (live, 2011)

mercoledì 6 luglio 2011

Vizio di forma


Thomas Pynchon - Inherent Vice (2009) / Vizio di forma


Dieci motivi per cui non m'è piaciuto:
1) se è vero che una detective-story deve essere complessa, qui il groviglio della trama e la miriade di personaggi sono tali da rendere la lettura pesantissima;
2) gli U.S.A. anni ‘70 di Pynchon risultano veramente asfissianti: per il fumo delle droghe, ma più ancora per lo squallido grigiore che avvolge tutto;
3) l’antieroe protagonista è (per autodefinizione) “un povero coglione testa di cazzo di investigatore privato”, gli antieroi coprotagonisti sono quei fetenti sbirri del Dipartimento di Polizia di L.A., cioè “gang, tossici, cagnacci, pappa e pippe, e tutti con del ferro addosso”; niente eroi - e pazienza -, ma nemmeno un valore positivo che sia uno: che schifo di mondo!;
4) lo sguardo ‘attento’ di Pynchon sulle persone e sulle cose è sempre rigorosamente superficiale: appiattisce tutto in una sola dimensione;
5) la cultura pop dell’epoca è tradotta in un’overdose di riferimenti (film, programmi Tv, pezzi musicali…): un elenco arido, come di roba assunta (smodatamente, pure questa);
6) l’umorismo di Pynchon può essere sintetizzato attribuendo a lui stesso le parole di Shasta, pag. 401: “Sono teatrale. Mi piace uscirmene con certe battute a effetto, è più forte di me”;
7) una pagina di Pynchon ti fa dire “come scrive bene”, poi cominci a mettere in dubbio l’affermazione, e qui le pagine sono 470;
8) qualcuno mi aveva detto che è il libro più leggibile di Pynchon… (be’, almeno questa è un’avvertenza per il futuro);
9) data la futilità dei contenuti potrebbe essere un libro d’evasione: ma - non è il mio caso - solo per gli amanti delle costruzioni complicate fine a se stesse, come potrebbe essere un grandissimo castello di carte, toh;
10) in questo romanzo c’è molto, moltissimo fumo (d’ogni tipo, Pynchon si dimostra ferratissimo), ma poco, pochissimo arrosto. 

(Agli amici... lo sconsiglio.)

martedì 5 luglio 2011

Sweet Emotion

Sette anni dopo l'ultimo CD (Honkin' on Bobo), gli Aerosmith, vecchietti indomiti, sono nuovamente in sala di registrazione. Occhio, dunque, e orecchio: a breve sarà ancora sweet emotion...


Aerosmith - "Sweet Emotion" (live, 2004)

lunedì 4 luglio 2011

Le vie del ritorno


Enrico Palandri - Le vie del ritorno (1990 - come "La via del ritorno" - e 2001)

“Il passato è sempre un lutto, è morto, finito”, aveva detto Julia: ma non è così, mai, per nessuno. Vedi Davide: dopo gli anni dei troppi morti intorno, per terrorismo ed eroina, se n’era andato lontano, in Inghilterra, a farsi una vita nuova. Poi un giorno era tornato, e il suo passato era lì, occorreva farci i conti e coglierne pure il valore: era lì, vivo – altroché, Julia –, “abitava le cose come un segreto e ne era la ricchezza, ciò che le riempiva di senso”.

(Agli amici... lo consiglio.)

domenica 3 luglio 2011

The End

Jim Morrison cantò la sua fine e la cercò. A ventisette anni la trovò: giusto quarant'anni fa.

sabato 2 luglio 2011

Basta poco, a volte

A lui, alla sua voce... un ukulele, per esempio.

Eddie Vedder – “Can't Keep”, da “Ukulele Songs” (2011)

Il partito degli onesti

Primo discorso da segretario del PDL: Alfano - noto anche come Angelino Jolie - la spara grossa, sconcertando l'uditorio.

venerdì 1 luglio 2011

La vita è altrove


Milan Kundera - Život je jinde (1973) / La vita è altrove


Nel nido materno, riscaldato come un pulcino da mamma chioccia, cresce un poeta: Jaromil. Poco a poco, egli “si crea coi propri versi un mondo artificiale, sostitutivo”: la poesia è “una casa di specchi”, la vita reale sta fuori, è altrove.
“Il poeta sa - dunque - poco del mondo, ma le parole che sgorgano da lui si dispongono in splendidi agglomerati, definitivi come il cristallo; il poeta è immaturo e ciò nonostante il suo verso ha in sé la definitività di una profezia, davanti alla quale lui stesso trasecola.”
Ma la vita reale irrompe, a tempo debito: e appare chiaro allora - Kundera, dopo averlo fatto intuire, lo esplicita - che Jaromil, “il poeta di talento, ricco di immaginazione e di emozioni, il giovane sensibile, naturalmente è anche un mostro”.

(Agli amici... lo consiglio.)