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giovedì 30 ottobre 2014

Quantità mitizzata e qualità trascurata

Un quarto delle case italiane è disabitato, ma la superficie cementificata (secondo i dati del censimento 2011) è raddoppiata negli ultimi vent’anni. La produzione di cibo mondiale sarebbe in grado di sfamare dodici miliardi di persone (stima Fao), ma circa un miliardo degli attuali viventi patisce la fame, e secondo alcune stime non viene consumato circa il quaranta per cento del cibo disponibile. È dunque la cattiva o maldestra o iniqua gestione di ciò che abbiamo, a doverci preoccupare; non la quantità insufficiente di beni, ma la qualità scadente della loro distribuzione e - soprattutto - della distribuzione del potere d’acquisto tra gli umani. Nel mondo non si muore di fame perché non c’è cibo a sufficienza, ma perché mancano i soldi per comperarlo. In Italia non si è senza casa perché non ci sono case, ma perché ai proprietari conviene tenerle sfitte, o sono troppo brutte e deteriorate, o troppo care per chi le cerca. Bisognerebbe dirlo in modo meno schematico: ma ogni discorso che enfatizza la quantità (più cemento, più cibo per ettaro, più consumo dei suoli) odora di vecchio e/o di speculazione; ogni discorso sulla qualità è vitale, socialmente generoso, culturalmente nuovo. Di questo scontro epocale tra quantità mitizzata e qualità trascurata la politica discute pochissimo. Anche per questo è sempre meno appassionante.

Michele Serra

("L'amaca", in "la Repubblica" - 29.10.2014)

mercoledì 17 settembre 2014

Ardua sfida (per noi vecchi)

Credo che una delle sfide più difficili della vecchiaia sia continuare a pensare al mondo anche senza di noi, che diventiamo ogni giorno un po' meno indispensabili.

Michele Serra

Da: "la Repubblica" (rubrica "L'amaca"), 16.9.2014

giovedì 27 giugno 2013

Fuggiaschi

Gli italiani hanno quasi tutti facce da fuggiaschi. I loro sguardi intelligenti, la loro complice mimica paiono vibrare di un lunghissimo scampato pericolo, braccati per generazioni da ogni sorta di autorità e sempre imboscati. Logico che questa sola qualità largamente nazionale - sottrarsi a tutto - sia divenuta ragione di ostinata identità. E il peggio è che questo vizio atavico è in odore di virtù.

Michele Serra

Da: Cerimonie (2002)