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lunedì 30 marzo 2015

Un pallido orizzonte di colline


Kazuo Ishiguro - Un pallido orizzonte di colline / A Pale View of  Hills (1982)


A Nagasaki, sbandamenti dopo la bomba, la sconfitta bellica, l'occidentalizzazione; alcuni abbandonarono il paese verso una vita nuova (nella realtà, gli Ishiguro, tra questi). Temi rilevanti, dentro una storia, però, piuttosto debole.

giovedì 22 agosto 2013

La pensione è... questione d'opinione

La condizione di pensionato ti permette di disporre di molto tempo. Uno dei piaceri della pensione è che puoi lasciarti sospingere nella giornata al passo prescelto, soddisfatto di sapere che hai alle spalle una grande attività e molti risultati conseguiti.

Kazuo Ishiguro
 Da: Un artista del mondo fluttuante (1986)


Il pensionamento è un’illusione. Non una ricompensa ma una trappola. Il lato fallimentare del successo. Una scorciatoia verso la morte.

Saul Bellow
 Da: Una domanda di matrimonio (1997)

martedì 2 aprile 2013

Gli inconsolabili

Kazuo Ishiguro - Gli inconsolabili / The Unconsoled (1995)


Si intitola “Gli inconsolabili”, non ho capito bene perché: alcuni personaggi del romanzo, dibattuti e sofferenti, confidano invano nei confortanti effetti dell’amore e dell’arte: forse il riferimento è questo. Un titolo come “Il sogno del signor Ryder” sarebbe stato senz’altro più esplicito, almeno relativamente alla struttura: perché quel che Ishiguro racconta, intrattenendo il lettore per oltre 550 pagine - forse un po’ troppe… - , è appunto un sogno, con i suoi elementi credibili e le sue incredibili incongruenze. La storia c’è, strampalata com’è giusto, e affascinante anche per questo; ma quel che colpisce maggiormente è la capacità affabulatoria di Ishiguro: che sa tenere avvinto il lettore, e così a lungo, pur nell’aleatorietà più totale di personaggi, situazioni, tematiche, e nella sostanziale assenza dei messaggi che chi legge prima o poi si aspetta di cogliere. Opera inutile, allora? Forse. Ma il piacere della lettura, a volte, è anche fine a se stesso. Di Fielding, l’autore di “Tom Jones”, Kundera ha scritto: “Voleva incantare i suoi lettori non già con l’illusione della realtà, ma con il sortilegio dell’affabulazione, delle osservazioni inaspettate, delle situazioni sorprendenti”. Ecco, credo che questo - solo questo - sia stato l’intento di Ishiguro, sostanzialmente realizzato.

(Agli amici... pazienti e resi consapevoli... lo consiglio.)

giovedì 29 novembre 2012

Felice come un'allodola

Smettila di guardarti indietro continuamente, altrimenti non puoi far altro che essere depresso. E, d'accordo, non riesci più a fare bene il tuo lavoro come lo facevi un tempo. Ma è la stessa cosa per tutti, capisci? Tutti quanti a un certo punto dobbiamo metterci a sedere. Guarda me. Dal giorno in cui sono andato in pensione sono felice come un'allodola. (...) Bisogna essere felici. La sera è la parte più bella della giornata.
 
Da: Kazuo Ishiguro - Quel che resta del giorno (1989)