Visualizzazione post con etichetta Harding Paul. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Harding Paul. Mostra tutti i post

lunedì 24 febbraio 2014

Il ponte Paul Harding

Questo blog alterna letteratura - prevalentemente narrativa - e musica - prevalentemente rock: ecco oggi un ponte tra le due espressioni artistiche. Ho conosciuto nell'ultimo anno lo scrittore americano Paul Harding leggendo i suoi due romanzi fino ad ora usciti, Tinkers (2009) - in italiano L'ultimo inverno -, con il quale ha vinto il Pulitzer 2010, e Enon (2013): trovo che Paul Harding sia uno scrittore molto interessante, da seguire nel tempo con attenzione. Ebbene, ho saputo giorni fa che in età giovanile Paul è stato il batterista di una buona rock band, "Cold Water Flat", che nei primi anni '90 realizzò un paio di album: dal secondo, del 1995, ecco allora "Magnetic North Pole" - testo di Harding, suppongo...



Cold Water Flat - "Magnetic North Pole" (1995)

martedì 10 dicembre 2013

Enon


Paul Harding - Enon (2013)



"Quasi tutti gli uomini della mia famiglia lasciano vedove le mogli e orfani i figli. Io sono l’eccezione. La mia unica figlia, Kate, è stata investita e uccisa da un’auto mentre tornava a casa in bici dalla spiaggia, un pomeriggio di settembre di un anno fa. Aveva tredici anni. Mia moglie Susan e io ci siamo separati subito dopo."
 
Questo l’incipit.
Chi racconta è Charlie Crosby - che è poi il nipote di George Washington Crosby, il protagonista del primo romanzo di Harding, “L’ultimo inverno”. Racconta, Charlie, il dolore atroce della perdita, la devastazione - lui vittima eppure anche complice -, le allucinazioni da farmaci e alcol, il deliquio inframmezzato di ricordi, i tentativi di trattenere comunque la figlia, in qualsivoglia dimensione… Racconta, Charlie, un anno da uomo solo e perduto: fino a un uragano che si sfoga su Enon (cittadina immaginaria del New England) e alla quiete dopo la tempesta.
Paul Harding scrive con molta delicatezza, anche nei temi forti, e rasenta spesso la poesia, spingendosi talora al confine… con l’indescrivibile, la sua prosa potendo allora apparire straordinariamente intensa e ricca, ovvero ad altri pretenziosa e barocca: in questo suo secondo romanzo, più ancora che nel primo, io ho trovato Harding - la sua storia, la sua prosa - convincente, toccante, affascinante.

martedì 16 luglio 2013

L'ultimo inverno


Paul Harding - L'ultimo inverno - Tinkers (2009)



Negli ultimi giorni di vita, tra fasi di torpore e di delirio, un uomo rievoca frammenti del suo passato… e di quello del padre… e di quello del nonno…
Già, siamo anelli di una lunga catena, fatti di materia e di "altro": è questo l tema cardine del romanzo - forse di ogni romanzo, in fondo. Harding lo affronta con ostinazione, entusiasmo e un po’ di fatica - le parole, a volte, non bastano... Vuole dire - principalmente, sostanzialmente - che nelle piccole cose, dentro piccole storie, c’è una grandezza da cogliere sempre, da tentare di esprimere, e della quale comunque gioire: se non altro, per il fatto di essere partecipi, e parte del tutto. 

(Agli amici... lo consiglio.)