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giovedì 22 novembre 2018

Seme di strega


Margaret Atwood - Seme di strega / Hag-Seed (2016)



Una storia di per sé poco credibile è solo il pretesto per una riscrittura de “La tempesta” di Shakespeare, con vivisezione della commedia e innumerevoli divagazioni sul tema, alla lunga snervanti.
Ho un rapporto altalenante con Margaret Atwood: sa scrivere bene (ho apprezzato “Occhio di gatto”, “L'assassino cieco” e molti racconti), ma trovo che spesso si ostini in progetti discutibili che finiscono per risultare decisamente pesanti (“Il racconto dell'ancella”, “L'altra Grace” e questo suo ultimo romanzo).

giovedì 21 settembre 2017

L'altra Grace


Margaret Atwood - L'altra Grace / Alias Grace (1996)



Nota dell'autrice, posta a fine romanzo: "Alias Grace è un'opera di finzione, pur se basata su eventi reali. La protagonista, Grace Marks, condannata per omicidio a sedici anni, fu una delle donne più note e chiacchierate del Canada verso la metà dell'Ottocento". (Sedici anni - va chiarito - era l'età di Grace Marks al momento del delitto; condannata a morte, ebbe poi commutata la pena in ergastolo.)
Nell'intento di approfondire l'intricata personalità della protagonista, Margaret Atwood dà molto spazio all'esplorazione della sua sanità mentale, al tempo condotta anche con tecniche psichiatriche d'avanguardia. Ma la storia principale, di per sé interessante e ben raccontata, si disperde a tratti in rivoli collaterali alquanto fantasiosi, tali da mettere in crisi la - cosiddetta - sospensione dell'incredulità del lettore.

giovedì 6 luglio 2017

Vera spazzatura


Margaret Atwood - Vera spazzatura / Wilderness Tips (1991)



Dieci buoni - e talora ottimi - racconti. Nella seconda di copertina dell'edizione italiana (1997) si legge: "Margaret Atwood è considerata la maggior scrittrice canadese vivente"; con Alice Munro nei dintorni l'espressione è forte: "tra le maggiori" sarebbe perfetto, magari togliendo pure la restrizione "canadese".

martedì 27 agosto 2013

Occhio di gatto


Margaret Atwood - Occhio di gatto / Cat's Eye (1988)



Elaine si racconta: bambina insicura, in balìa della ‘migliore amica’ Cordelia (“Le bambine son piccole e carine soltanto per gli adulti. Tra loro non sono carine.”); ragazza più forte, libera in parte dal giogo; donna matura, che ama e lavora, e pure a volte rivive i vecchi problemi: è un'artista, ora, pittrice, che dunque narrando fa un ampio ritratto di sé, limpido e sfaccettato…
Occorre sapere che Elaine, bambina, aveva un talismano: una biglia ‘occhio di gatto’, “di vetro trasparente con una corona di petali colorati nel mezzo”; e che, donna, la ritrova nella piccola borsetta di plastica rossa... Ora sta tra pollice e indice: “Guardo dentro e ci vedo tutta la mia vita”.
Ecco, viene da qui il racconto-ritratto di Elaine, dalla biglia che racchiude il passato: un “Occhio di gatto” nel quale Margaret Atwood ha messo molto di sé: esperienze di vita - che ho conosciuto approfondendo - e grandi capacità narrative - che ho rilevato leggendo.

(Agli amici... lo consiglio.)

giovedì 15 agosto 2013

I vecchi amanti

I vecchi amanti finiscono come le vecchie fotografie, sbiadiscono a poco a poco come in un lento bagno di acido, prima i nèi e i foruncoli, poi le sfumature, poi la faccia stessa, finché non rimane altro che il profilo. Che cosa rimarrà di loro quando avrò settant'anni? Niente dell'estasi barocca, niente di quella compulsione grottesca. Una parola o due, che si librano nel vuoto interiore. Magari il dito d'un piede, una narice, un baffo, che galleggiano come un ricciolo di alga in mezzo ad altri relitti.

Margaret Atwood

Da: Occhio di gatto (Cat's Eye, 1988), trad. Marco Papi.