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giovedì 20 febbraio 2014

Potere dell'arte

Il caos non è tutto. La nostra non è una corsa febbrile e frettolosa, disperata, attraverso il sogno, fino all'oblio. C'è qualcosa che può arrestarla. L'arte, per esempio. Regola la velocità. ridivide il tempo. Misura! Quel grande pensiero. Mistero! Le voci degli angeli.

Saul Bellow

Da: Il re della pioggia (1959)

giovedì 26 settembre 2013

Essere... come?

Non puoi trovar posto per tutto nei tuoi sentimenti, o cedere alla pressione di ogni spinta come una porta girevole, la stessa per tutti, con gente che vi entra o ne esce a suo piacere. D'altro canto, se ti chiudi in te per paura di essere disturbato, allora diventi un orso nella sua tana d'inverno, o uno specchio avvolto negli stracci. E, come quello specchio, corri minor rischio di spaccarti, ma non puoi neanche splendere. E invece devi splendere. È qui il punto strano. Tutti vogliono essere ciò che sono fino in fondo. Se ti guardi attorno, è la cosa che più salta agli occhi. Nelle grandi imprese come nei delitti e nel vizio.

Saul Bellow

Da: La vittima (1947)

giovedì 22 agosto 2013

La pensione è... questione d'opinione

La condizione di pensionato ti permette di disporre di molto tempo. Uno dei piaceri della pensione è che puoi lasciarti sospingere nella giornata al passo prescelto, soddisfatto di sapere che hai alle spalle una grande attività e molti risultati conseguiti.

Kazuo Ishiguro
 Da: Un artista del mondo fluttuante (1986)


Il pensionamento è un’illusione. Non una ricompensa ma una trappola. Il lato fallimentare del successo. Una scorciatoia verso la morte.

Saul Bellow
 Da: Una domanda di matrimonio (1997)

venerdì 5 aprile 2013

In testa alla fila

Quando i tuoi genitori sono vivi stanno fra te e la morte. Sono loro che se ne devono andare per primi, e quindi tu ti senti abbastanza sicuro. Ma quando muoiono, allora è il turno tuo, e davanti a te, in fila, non c'è nessun altro.
 
Saul Bellow
 
Da: Il pianeta di Mr. Sammler (1970), trad. Letizia Ciotti Miller.

giovedì 28 marzo 2013

Maledetto mango

Se solo non avessimo cuore, non sapremmo tutta la tristezza che c'è. Invece noi ci portiamo dentro questo cuore, questo maledetto mango nel petto, che è la nostra perdizione.

Saul Bellow

Da: Il re della pioggia (1959), trad. Luciano Bianciardi.

giovedì 13 settembre 2012

La stranezza della vita

Forse il mondo è strano per un bambino, ma egli non lo teme allo stesso modo in cui lo teme un uomo. Egli se ne stupisce, mentre l'uomo adulto soprattutto lo teme. E perché? Per via della morte. Così egli fa in modo d'essere portato via, come un bambino. E in questo modo quello che succede non sarà sua colpa. E chi è questo rapitore, questo zingaro? È la stranezza della vita, una cosa che rende la morte più remota, come in fanciullezza. 
 
Da: Saul Bellow - Il re della pioggia (1959)
(Trad. Luciano Bianciardi)

martedì 7 agosto 2012

Il circolo Bellarosa

Saul Bellow - The Bellarosa Connection (1989) / Il circolo Bellarosa



Toh, un Bellow deludente! La storia, costruita principalmente sugli incroci, in momenti diversi, delle vite di due personaggi ebrei-americani - Harry Fonstein e quel Billy Rose da cui viene il titolo -, è raccontata in modo tanto frammentario da risultare di per sé confusa, al di là della componente di mistero sulla figura di Billy Rose disegnata dall'autore. Così, tutto scorre via, temi di fondo compresi - l'ebraismo europeo e quello americano, figlio difforme, e la memoria, attributo assolutamente essenziale della vita: via, senza lasciare traccia degna di nota.

(Agli amici... lo sconsiglio.)

giovedì 19 gennaio 2012

Il dono di Humboldt


Saul Bellow - Humboldt's Gift (1975) / Il dono di Humboldt


Lettura piacevolissima: l'intelligenza e l'arguzia di un Saul Bellow al top consentono di accettarne di buon grado, in questo romanzo, la prolissità, altre volte disturbante.

Sulla scia di Von Humboldt Fleisher, poeta e pensatore geniale tramutatosi nel tempo in "pirotecnico Fallito" - soprattutto a causa di "una pazzia un bel po’ più forte" di lui -, Charlie Citrine è "la nuova Promessa": scrive ben presto una commedia di successo, ma pensa poi insistentemente a un’opera fondamentale per il genere umano, un "saggio magistrale sulla noia", e medita pure abbondantemente, ossessivamente, sulla “suprema questione, la morte”. Deve però fare i conti anche con le faccende pratiche della vita quotidiana, e ne viene ripetutamente sopraffatto: come si sa, spesso “mentre la timorosa saggezza indugia a riflettere, l’audace ignoranza ha già compiuto l’opera” (parola di Samuel Daniel). Così, ad esempio, la fascinosa Renata - l’aspetto pratico più interessante - se ne va sul più bello, stanca di troppi tentennamenti e di troppe, fumose parole: “sei come un suonatore di mandolino, tu pizzichi ogni nota dieci volte”, l'aveva ammonito, e poi s’era annoiata definitivamente (eccola, toccabile con mano, e bruciante, la fatidica noia): ché “non si perdono anni e anni tentando di affrancarsi in qualche modo imbecille dalla condizione umana”. Charlie pensa troppo - vaneggia, talvolta -, e ha pure un cuore troppo tenero: due eccessi poco compatibili con la vita concreta, spesso spregiudicata di chi gli sta intorno. Eppure, tra i tanti, c’è anche chi gli vuol bene: a suo modo, il fratello Julius, soprattutto; e c’è chi, come Humboldt, dimenticando un immotivato rancore e tornando all’antico affetto, s’è ricordato di lui prima di morire: con l’ultimo dono.

(Agli amici... lo consiglio.)

giovedì 13 ottobre 2011

Perle in... "L'uomo in bilico"

Cerco perle: nei libri. Da serbare, e farne tesoro.
In "L'uomo in bilico", di Saul Bellow, ho trovato queste:
 
  • Il mondo è buono e cattivo, e perciò né buono, né cattivo.
  • Conosciamo noi stessi troppo bene per non condividere la cattiva opinione che gli altri hanno di noi.
  • I guai, come il dolore fisico, ci rendono acutamente consapevoli del fatto che viviamo, e quando nella vita che conduciamo c’è poco che ci prenda, ci attiri, ci agiti, noi li cerchiamo e li accarezziamo, preferendo impacci e sofferenze all’apatia.
  • Il potere dell’uomo è troppo piccolo per porsi contro l’irresolvibile. La nostra natura, la natura della mente, è debole e si può contare soltanto sul cuore.
  • Noi siamo pigri. Quando lo sembriamo è perché le nostre speranze anticicloniche sono andate deluse e l’orgoglio esige che ci si mostri indifferenti.
  • Le alternative, in particolare quelle desiderabili, crescono solo su alberi immaginari.
  • È la nostra incapacità di essere liberi che ci fa stanchi della vita.
  • Forse noi siamo i figli idioti degli angeli.

     
    "L'uomo in bilico" (1944), di Saul Bellow (1915-2005), trad. Giorgio Monicelli