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giovedì 3 febbraio 2022

Liberazione

 


Sándor Márai - Liberazione / Szabadulás (1945-2000)


Con "Liberazione" Márai ci ha lasciato - a caldo, nell'estate del 1945 - una testimonianza bruciante dell'orrore vissuto dalla sua Budapest a fine '44/inizio '45, nei mesi in cui fu assediata dai sovietici, bombardata dagli Alleati e sottoposta ai rabbiosi rastrellamenti dei tedeschi ormai sconfitti: un grande libro, pubblicato solo nel 2000, tardissimo... ma molto meglio che mai.

martedì 21 maggio 2013

Sindbad torna a casa


Sándor Márai - Sindbad torna a casa / Szindbád hazamegy (1940)



Márai, in prefazione: “Il romanziere che, travestito, si inserisce nel suo romanzo come eroe non è una rarità in letteratura (“Madame Bovary c’est moi”). Più raro è il romanziere che, travestito, diventa l’eroe del romanzo di un suo contemporaneo.”
In effetti, nel 1940 Márai sceglie la forma romanzo per ricordare e raccontare, nel protagonista Sindbad, l’amico scrittore ungherese Gyula Krúdy, morto qualche anno prima, nel 1933; un romanzo dalla trama minimale, che narra una sola ma tipica giornata di Sindbad-Krúdy: giusto un espediente per parlare a fondo dell’uomo - e con lui dell’Ungheria dei primi decenni del novecento -, del suo vivere appartato e un po’ indolente, del suo scrivere saltuario per lo stimolo di una voce… “come quando in una stanza vuota comincia a suonare una viola che qualcuno ha dimenticato in un angolo”, del suo “centinaio di libri” - alla fine - scritti così, “en passant”, tra una mangiata e un bagno con massaggio, tra una capatina a Pest e un ritorno a casa…
Márai narra, come sempre, con la sua prosa ricercata e poetica; un po’ di pesantezza viene inevitabilmente dalla carenza di intreccio, e un altro po’ dalla connotazione fortemente nazionale: ma i pregi di forma e contenuto superano senz’altro ogni ostacolo.

giovedì 16 maggio 2013

Mattino di maggio

La cosa più bella della vita è questa, assaporare ancora una volta il mattino di maggio, lasciare che il nostro volto sia inondato dal profumo e dai vapori della sfavillante luce primaverile, e sapere che la vita è alle nostre spalle e non vi è più nulla che ci faccia veramente male, le donne possono mentirci quanto vogliono, gli uomini possono far man bassa di denaro e scervellarsi sui loro biechi intrallazzi, mentre noi sappiamo che la vita procede con indifferenza, insieme a noi e senza di noi, e tutto ciò che ci ha fatto soffrire si dissolve nel tempo e nella luce del sole...

Sándor Márai

Da: Sindbad torna a casa (1940), trad. Marinella D'Alessandro.

martedì 28 febbraio 2012

Il segreto è accettarsi

Essere diversi da ciò che siamo, da tutto ciò che siamo, è il desiderio più nefasto che possa ardere in un cuore umano. Giacché l'unico modo per sopportare la vita è quello di rassegnarci a essere ciò che siamo ai nostri occhi e a quelli del mondo. (...) Dobbiamo sopportarci quali siamo, il segreto è tutto qui. (...) Dobbiamo accettare che i nostri sentimenti non siano contraccambiati, che le persone che amiamo non rispondano al nostro amore, o almeno non nel modo che vorremmo. Dobbiamo sopportare il tradimento e l'infedeltà, e soprattutto la cosa che ci riesce più intollerabile: la superiorità intellettuale o morale di un'altra persona.

Da: Sándor Márai - Le braci (1942)
(Trad. Marinella D'Alessandro)

giovedì 29 settembre 2011

Tutto, pur di non restare soli

I più nutrono speranze, si affannano a destra e a manca, cercano rifugio nei rapporti umani, ma in questi tentativi di fuga dalla solitudine non c'è mai vera passione, né dedizione, e allora si nascondono dietro mille impegni fasulli, lavorando dalla mattina alla sera, o progettano viaggi, acquistano grandi case, comprano i favori di donne con le quali non hanno nessuna affinità, o cominciano a collezionare gli oggetti più svariati - ventagli, pietre preziose, insetti rari... Ma niente giova. E mentre si danno tanto da fare sono perfettamente consapevoli che non serve a nulla. Eppure continuano a sperare, senza più nemmeno sapere in che cosa... Ormai è chiaro che guadagnare di più, avere una collezione entomologica completa, una nuova amante, l'aver conosciuto una persona interessante, quella festa magnificamente riuscita e il garden party ancora più splendido, tutto questo non serve a nulla... Ecco perché, in preda all'angoscia e allo smarrimento, cercano in ogni modo di mantenere tutto in ordine. In ogni momento di veglia mettono ordine nella propria vita. Hanno perennemente qualche "commissione" da sbrigare, una pratica da evadere, una riunione, un appuntamento amoroso... Tutto, pur di non restare nemmeno un momento soli con se stessi! Pur di non vedere nemmeno per un attimo questa solitudine!

Da: Sándor Márai - La donna giusta (1941)
(Trad. Laura Sgarioto, Kristzina Sándor)