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lunedì 7 marzo 2016

Io, Partenope


Sebastiano Vassalli - Io, Partenope (2015)



In questo suo ultimo romanzo - pubblicato poco dopo la morte - Sebastiano Vassalli ricostruisce la storia di Giulia Di Marco che nella Napoli tra il '500 e il '600 fu una religiosa non convenzionale molto amata prima della condanna per eresia subita dalla Chiesa di Roma: partendo da lei, Vassalli riflette sul ruolo subalterno della donna nella Chiesa cattolica, allora e oggi, nonché sulle marcate componenti sessuofobiche della sua morale. Lettura con tratti d'interesse, dunque, ma nel suo complesso il romanzo non eccelle: onore comunque al grande Vassalli, impegnato fino all'ultimo a raccontare l'Italia e gli italiani.

mercoledì 8 luglio 2015

Il confine


Sebastiano Vassalli - Il confine / I cento anni del Sudtirolo in Italia (2015)



Vassalli gioca d'anticipo: pone già oggi l'attenzione sul 10 settembre 2019, data in cui si compiranno “i cento anni del Sudtirolo in Italia” (questo il sottotitolo de “Il confine”). Nell'attesa dell'anniversario, “imbarazzante e importante” - a seconda delle posizioni e delle sensibilità -, Vassalli ha ritenuto utile ripercorrere le complesse e spesso travagliate vicende di quella regione dopo il passaggio all'Italia in esito al primo conflitto mondiale: lo fa da scrittore - non da “storico di professione”, puntualizza - molto interessato al tema soprattutto dal 1983, anno in cui curò un reportage sul Sudtirolo/Alto Adige per “Panorama”, ampliato poi nel libro “Sangue e suolo” del 1985. Quella terra di frontiera ha visto in questi (quasi) cento anni molti e gravi momenti di divisione, ma è oggi e sarà anche domani “un ponte tra due mondi” - due lingue, due culture (più una terza, a dirla tutta, quella ladina, qui non presa in esame) - “destinati da sempre a sopportarsi e a integrarsi a vicenda”. “Il confine” è un libro chiaro, nello stile del suo autore: l'attento osservatore e pensatore - esterno, dunque coinvolto ma non troppo - Sebastiano Vassalli.

venerdì 27 giugno 2014

Uomini e specchi

Chi, oggi, guarda ancora le stelle? Gli uomini che vivono nel presente sono attratti da certi specchi di vetro, grandi e piccoli, dove si muovono le loro parole e le loro ombre. Come il protagonista di un'antica favola: Narciso, si sono innamorati di se stessi e trascorrono le loro vite in quel modo.

Sebastiano Vassalli

Da: Terre selvagge (2014)

martedì 6 maggio 2014

Terre selvagge


Sebastiano Vassalli - Terre selvagge (2014)



Trasponendo in romanzo gli elementi di un’attenta ricostruzione storica, Vassalli racconta l’epico scontro fra romani e cimbri del 101 a.C.: i “barbari”, scesi dal nord Europa alla ricerca della loro “terra promessa”, eventualmente decisi anche a raggiungere Roma, in quell'anno furono fermati e annientati dall’esercito di Caio Mario ai “Campi Raudii”, le “terre selvagge” oggi localizzabili nel Piemonte orientale, tra il novarese e il vercellese.
L’autore narra tutto in modo semplice e preciso, come farebbe un nonno al nipote bambino: questa, si sa, è la forma di Vassalli - qui forse di una chiarezza più ostinata che mai… a rischio d’eccesso; la sostanza, indiscutibilmente rilevante, è costituita da un pezzo di storia italica in gran parte dimenticato - o travisato - che riemerge, riacquista il suo peso e, dopo tanto tempo, rivive.

giovedì 21 febbraio 2013

Vivere per vivere

Per stare bene e per vivere davvero bene bisogna avere capito che la vita umana non ha scopo e che, in pratica, è fine a se stessa. Bisogna essersi tolti dalla testa le fandonie sulle mete da raggiungere, sui tempi da rispettare e insomma tutti i falsi obiettivi e i falsi problemi che trasformano la nostra esistenza in una corsa a ostacoli, faticosa e umiliante. Bisogna imparare a vivere per vivere.

Sebastiano Vassalli

(Da: Comprare il sole - 2012)

martedì 9 ottobre 2012

Comprare il sole


Sebastiano Vassalli - Comprare il sole (2012)
 
 
 
In questa “favola lieve e nerissima sul potere sterile del denaro” (quarta di copertina), Vassalli racconta di una giovane donna che vince tantissimi soldi al super-lotto e… ne subisce le conseguenze. “Attenti al denaro conquistato facilmente”, è l’ovvio ammonimento che si coglie in prima battuta: in realtà Vassalli denuncia tutto un mondo, una società sempre più materialistica, utilitaristica, fredda e cinica; lo fa - già da anni - con uno sguardo molto disilluso, disperato. Può lasciare un po’ perplessi questo suo ruolo, chiaramente legato anche all’età, di “vecchio criticone”, per il quale “è tutto sbagliato, è tutto da rifare”: ma non c’è dubbio che la denuncia è sempre importante, e che la presa di coscienza conseguente è necessaria per il recupero di valori positivi. Al di là della critica, poi, Vassalli dà ai suoi lettori - come sempre - pure qualche saggia indicazione, alla sua maniera molto chiara e molto secca: “Per stare bene e per vivere davvero bene bisogna avere capito che la vita umana non ha scopo e che, in pratica, è fine a se stessa. Bisogna essersi tolti dalla testa le fandonie sulle mete da raggiungere, sui tempi da rispettare e insomma tutti i falsi obiettivi e i falsi problemi che trasformano la nostra esistenza in una corsa a ostacoli, faticosa e umiliante. Bisogna imparare a vivere per vivere”.
 
(Agli amici... lo consiglio)

giovedì 16 agosto 2012

Gli ignoranti e il saggio

Gli ignoranti si comportano nella vita come i cinghiali si comportano nella foresta. Rompono e devastano tutto ciò che incontrano sulla loro strada, spezzano gli alberi giovani e sollevano le zolle, finché incontrano i cani che li inseguono e il cacciatore che li trafigge. Saggio, invece, è colui che ha imparato fin da bambino l'arte di interpretare le tracce, e di non lasciare tracce...

Da: Sebastiano Vassalli - Un infinito numero (1999)

giovedì 5 aprile 2012

La poesia è...

La poesia è vita che rimane impigliata in una trama di parole.

Da: Sebastiano Vassalli - Amore lontano: il romanzo della parola attraverso i secoli (2005)