giovedì 13 ottobre 2011

Perle in... "L'uomo in bilico"

Cerco perle: nei libri. Da serbare, e farne tesoro.
In "L'uomo in bilico", di Saul Bellow, ho trovato queste:
 
  • Il mondo è buono e cattivo, e perciò né buono, né cattivo.
  • Conosciamo noi stessi troppo bene per non condividere la cattiva opinione che gli altri hanno di noi.
  • I guai, come il dolore fisico, ci rendono acutamente consapevoli del fatto che viviamo, e quando nella vita che conduciamo c’è poco che ci prenda, ci attiri, ci agiti, noi li cerchiamo e li accarezziamo, preferendo impacci e sofferenze all’apatia.
  • Il potere dell’uomo è troppo piccolo per porsi contro l’irresolvibile. La nostra natura, la natura della mente, è debole e si può contare soltanto sul cuore.
  • Noi siamo pigri. Quando lo sembriamo è perché le nostre speranze anticicloniche sono andate deluse e l’orgoglio esige che ci si mostri indifferenti.
  • Le alternative, in particolare quelle desiderabili, crescono solo su alberi immaginari.
  • È la nostra incapacità di essere liberi che ci fa stanchi della vita.
  • Forse noi siamo i figli idioti degli angeli.

     
    "L'uomo in bilico" (1944), di Saul Bellow (1915-2005), trad. Giorgio Monicelli

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